Webp.net-gifmaker (5)
Festa Del Soccorso: La "Pro Civitate" PER LA DIFESA DELLA NOSTRA STORIA E DELLE NOSTRE TRADIZIONI. - La Gazzetta di San Severo
Comunicati In evidenza Prima pagina

Festa Del Soccorso: La “Pro Civitate” PER LA DIFESA DELLA NOSTRA STORIA E DELLE NOSTRE TRADIZIONI.

ciro capraro

PROPOSTA PER LA DIFESA DELLA NOSTRA STORIA E DELLE NOSTRE TRADIZIONI.

La nostra Associazione ha partecipato al Consiglio Comunale, proponendo un percorso per salvaguardare le nostre Feste e le nostre tradizioni, tra cui  le batterie.

Alcuni passaggi Istituzionali vanno fatti: La Legge Regionale del 2005 n° 5 è chiara e precisa. “ La Festa del Santo Patrono è l’occasione per coltivare la memoria della sua storia, per attingere alle tradizioni di civiltà che nelle  comunità locali ha trovato radicamento per consegnare alle future generazioni il patrimonio di valori che rappresentano la sua originale identità”

Spetta al Comune, legifera l’art.2, istituire il “ PARCO CULTURALE COMUNALE PROTETTO”, per valorizzare gli usi, i costumi, le consuetudini e le attività tradizionali della popolazione, nonché le espressioni culturali proprie e caratteristiche dell’identità della comunità locale, con la tutela e disposizioni che le autorizzano.

Spetta alla Regione istituire il REI ( Registro Eredità Immateriali) in cui iscrivere la nostra Festa Patronale nella sua forma tradizionale e tutto ciò che è di San Severo ( Città d’arte, prodotti tipici, ….)

Questa è la strada per arrivare a richiedere il Patrocinio dell’UNESCO.

Un progetto mirato a salvaguardare non la sola Festa Patronale ma tutta la cultura, la storia, le tradizioni della nostra Città.

Un progetto a cui devono aderire tutti i Comuni dell’Alto Tavoliere, con le Feste Patronali e le radici storiche e culturali tipiche. Una progettualità ideata e  creata a sistema e non per la singola realtà. In tutta Italia i Comuni e i Comprensori territoriali si stanno organizzando per difendere il mantenimento delle proprie radici storico-culturali.

Infine, la creazione di un soggetto giuridico e istituzionale per gestire il progetto e crei partecipazione, coinvolgimento e finanziamenti.

San Severo,09/10/2018

Associazione “ Pro Civitate” – Il Presidente Ciro Capraro

banner 400x400

Di seguito l’intervento in Consiglio Comunale del Presidente Ciro Capraro

FESTA PATRONALE E BATTERIE

La nostra Associazione, da sempre impegnata a salvaguardare le tradizioni, ogni anno  – purtroppo – è costretta a un duro lavoro per  ottemperare e dare risoluzioni alle ripetute e continue disposizioni che impongono misure restrittive, per evitare di vedere la fine delle nostrestoriche usanze. Queste stanno o rischiano di scomparire per generiche imposizioni e normative calate dall’alto senza alcun rispetto delle specificità delle stesse. Emanare circolari e decreti, senza avere la cognizione precisa delle varie realtà locali, sta creando solo un danno, la cancellazione ex abrupto di storia, cultura ed economia di tante realtà. Non sono servite le varie prese di posizioni, delle istituzioni ( Ordini del giorno dei consigli regionali, provinciali e comunali). A ogni manifestazione calano addosso, invece,tutta una serie di imposizioni  di burocrati e zelanti relatori ed estensori di regolamenti, l’Italia su 19 nazioni è 14° per la troppa burocrazia. E’ arrivata alle stelle la bulimia normativa, una ossessione a regolamentare tutto e tutti. La comunità europea pur di regolamentare su quanta acqua basta per un bagno ecologico, se 5 o più litri, ha fatto ricerche e studi e ha speso 89 mila euro. E così è successo anche per le nostre batterie sanseveresi, omologate anch’esse in categorie ad alto rischio., nonostante l’approvazione del Ministero degli Interni italiano. Questo, che è un vero e proprio proibizionismo, ha solo offeso intere popolazioni, scippate delle loro tradizioni, della loro storia, della loro economia.

Oggi dobbiamo intraprendere un percorso unico, basato e fondato su e con una progettualità tale da farci superare ogni ostacolo. La circolare Gabrielli e la Morcone,  del Ministero degli interni hanno creato un baratro e la ennesima burocratizzazione, con l’obbligo di mettere in attoazioni a volte inutili ,con costi elevati che ogni bilancio comunale non riesce a fronteggiare. Molti comuni ,  hanno annullato le proprie feste, anche le patronali, per mancanza di fondi. Per la ns. città  si  spendono decine e decine di migliaia di euro per carteggi e figurine imposte da queste circolari. Sicurezza si, prevenzione si, ma  inutili e forzate imposizioni no. Barriere, transenne, steward.. per una festa come la nostra  in itinere e non certo come quelle di un concerto. Non si può accettare l’applicazione ad ogni costo e l’equiparazione su tutto il territorio nazionale di eventi molto differenti tra città come Torino,Roma,Milano e piccole città opaesini con poche anime.

Un progetto  unico, in cui  ci sia la salvaguardia della storia, della cultura , della tradizione del nostro territorio, ma di tutto il comparto Alto Tavoliere. La condivisione di questoprogetto occorre farla in rete e non da singola realtà, una condivisione globale di tutto il territorio per un riconoscimento universale.  Per questo tutti i Sindaci e i comitati festa dell’Alto Tavoliere vi devono partecipare, a difesa delle proprie tradizioni.

La Legge Regionale del 2005 n. 5,ci da una mano, recependo in essa l’art.2 delloStatuto Regionale. La festa del santo patrono è l’occasione per coltivare la memoria della sua storia, per attingere alle tradizioni di civiltà che nelle comunità locali ha trovato radicamento per consegnare alle future generazioni il patrimonio di valori civili e spirituali che rappresentano la sua originale identità. L’art. 2 invita i comuni a istituire il “Parco culturale comunale protetto”.Detto  Parco valorizza gli usi, i costumi, le consuetudini, e le attività tradizionali della popolazione residente sul territorio,nonché le espressioni culturali proprie e caratteristiche dell’identità della comunità locale e ne prevede la tutela, anche mediante disposizioni che autorizzano l’esercizio di attività particolari ( e qui mettiamoci le nostre batterie ) collegati agli usi, ai costumi e alle consuetudini suddette ( questo per tutte le feste e non solo quella patronale). La Regione Puglia, riconosce alla festa del santo patrono un ruolo di valorizzazione e promozione culturale e turistica.  E noi sappiamo bene tutto questo. La nostra economia a maggio in particolare risorge ed è viva, come  tutte le volte che si organizzano particolari e tradizionali eventi. Un  O.d.g. approvato a marzo 2003, impegnava la regione ad attivarsi presso i ministeri per il mantenimento dell’ accensioni delle batterie nelle forme tradizionali. Purtroppo dopo l’omologazione del ministero delle batterie alla sanseverese, intervenne la comunità europea che le ha inserite nelle fasce ad alto rischio con l’imposizione di determinati requisiti.

Nel 2014 a Bari  parte il progetto regionale: valorizzazioni dei beni  immateriali della Puglia. Questo progetto nasce dall’esigenza di trovare e salvaguardare le radici dellecomunità, che da antiche ritualità trovano e danno linfa al vivere di oggi. E’ questo il mantenimento della memoria collettiva e della coesione sociale,  un filmato del consorzio IDRIA di Bari testimonia questa ricerca. Ed in questo filmato c’è San Severo con le  batterie,  come forma devozionale  nella  processione della nostra festapatronale. Però, mentre in altre Regioni è già attivo  il REI ( Registro Eredità Immateriali) in Puglia, purtroppo le iscrizioni sono quasi a zero, l’unica è stata fattapoco tempo fa: quella  delle musiche e dei canti popolari. In Sicilia è stato iscritto il mandorlo in fiore, nel Veneto le camminate a piedi a Venezia, in Piemonte i dialetti…. Occorre far subito istituire in Regione il Libro delle celebrazioni, riti, feste, e manifestazioni popolari, come nelle altre realtà . Vanno iscritte la nostra Festa Patronale,le batterie, il Venerdì Santo ,le feste del Carmine e del Rosario, S.Antonio Abate, i fuochi dell’Immacolata, San Severo città d’arte.le masserie patrimonio che sta andando in rovina, ma anche i prodotti, la zuppetta di Natale, il pranzo tipico pasquale, gli ipogei sotterranei, le fosse del grano,lo spumante, la peranzana, i vini doc…Questo lo dice  l’UNESCO: “ considerando la profonda interdipendenza tra il patrimonio  culturale immateriale ed il patrimonio culturale materiale e i beni naturali”, finalizzato ad evitarne il deterioramento, la scomparsa e la distruzione  Riconoscendo alle comunità un ruolo  di salvaguardia  per la manutenzione e il ripristino di questi beni, manufatti,strumenti,oggetti da trasmettere di generazione in generazione per la continuazione della identità storica e culturale per promuovere  lo sviluppo sostenibile., Per patrimonio culturale immateriale si intendono. Le arti dello spettacolo – le consuetudini sociali – gli eventi rituali e festivi – l’artigianato  tradizionale –Per salvaguardia  si intendono le misure volte a garantire la vitalità culturale e immateriale ivi compresa l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione fino al ravvivamento dei vari aspetti di tale patrimonio culturale.

 Meglio ancora se l’iscrizione la si fa globale con i Comuni dell’Alto Tavoliere ( tutte le feste patronali, tutte le processioni del venerdì santo…). Una iscrizione a sistema per difendere i beni culturali su base associativa, con tutti i soggetti interessati.

Questo pacchetto completato e arricchito  del ruolo storico svolto da San Severo già  città regia e comune capofila dell’alto tavoliere, da presentare all’UNESCO. Moltissime realtà in tutta Italia lo stanno facendo.

Già nel 2013 la ns. associazione aveva fattorichiesta di patrocinio all’Unesco per la festa patronale e per la batterie. Ci fu mostrato interesse , ma purtroppo nel 2013  l’Unesco non ancora patrocinava i beni immateriali. In Puglia, infatti sono riconosciuti  solo Alberobello, Monte Sant’Angelo e la foresta umbra. Sono state fatte altre richieste: giorni fa le stele daunie di Manfredonia, lefracchie, la pizzica pizzica, cattedraliromaniche pugliesi, il salento, ed altre a cui noi ci dobbiamo assolutamente prendere parte. Visto che l’Unesco ha voluto ricondurre nella disciplina codicistica i beni immateriali, patrocinando la dieta mediterranea e  la pizza napoletana, ecco l’occasione  per riproporre le nostre batterie e la Festa Patronale  sotto il patrimonio dell’Unesco:il patrocinio la pizza l’ha ottenuto pur essendo un bene  senza durevolezza, pur essendo un prodotto che si consuma in un attimo, ebbene il patrocinio   l’ha ottenuto per l’arte del saperlo fare, saper produrre le materie prime, come si facevano in origine collegate agli usi e tradizioni che sono un elemento distintivo della storia di un popolo e di una cultura diventata veicolo di preservazione di un racconto di civiltà e legate a questo, politiche attive a favore di questo patrimonio con protocolli di protezione dei  prodotti tipici e della loro provenienza territoriale.Le batterie come concetto di patrimonio culturale, passando da concetto estetico a sociale, finalizzato alla salvaguardia della identità storica e culturale della nostra terra e alla promozione di processi di sviluppo.

Con un progetto serio, completo, onnicomprensivo di tutta la storia , le tradizioni, la cultura, si può pensare di salvaguardare la nostra Festa Patronale e le ns. Tradizioni. E’ chiaro che questo progetto deve avere un soggetto giuridico e istituzionale. Alla fondazione delle tradizioni tipiche sanseveresi spetterebbe la gestione e la regia di questa proposta.Una istituzione che crei intorno a questa progettualità, credibilità, compiacimento, partecipazione e coinvolgimento per ottenere fondi e approvazione.

ASSOCIAZIONE “Pro Civitate” Il Presidente Ciro Capraro

banner 400x400