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Caporalato petizione dei giovani di Capitanata di Vazapp - La Gazzetta di San Severo
Comunicati

Caporalato petizione dei giovani di Capitanata di Vazapp

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“Le mani dei braccianti e dei contadini patrimonio immateriale dell’Umanita UNESCO.

I giovani di Vazapp www.vazapp.it lanciano questa importante iniziativa dopo gli eventi degli scorsi giorni a Foggia.

In allegato comunicato stampa

Comunicato stampa petizione Unesco – Vazapp
Vazapp, il primo hub rurale in Puglia, lancia una nuova petizione su Change.org (link: https://chn.ge/2nmAoiR) per far diventare le mani dei braccianti e dei contadini patrimonio immateriale dell’UNESCO. L’hub rurale chiede anche al Presidente della Repubblica e alle istituzioni tutte di designare una giornata che celebri quelle mani per restituire dignità al lavoro agricolo nel rispetto dei diritti umani. Questo significa dare speranza anche al nostro futuro.
Le mani di chi lavora la terra non sono, infatti, come le altre mani. Esse sono uniche, asciugate dal sole e levigate dal vento. Sono mani che custodiscono “saperi” antichi che hanno trasformato l’esperienza in sapienza. Su quelle mani sono impresse storie di vita e di sacrifici. Ogni giorno, esse producono il cibo che arriva sulle nostre tavole.
Don Michele de Paolis, fondatore di Vazapp, ha trasmesso a chi l’ha conosciuto l’importanza di dare sempre il proprio contributo, anche se piccolo, per imprimere forza alla corrente del cambiamento. Per questo, Vazapp è nato per rilanciare il settore agricolo attraverso un percorso di innovazione sociale. Esso è, infatti, un luogo di condivisione, formazione e creazione di relazioni formato da giovani agricoltori, professionisti, ricercatori, comunicatori e creativi. L’intento è di sviluppare idee e attività imprenditoriali, finalizzate a creare opportunità e dar vita ad una “Filiera colta”®.
A seguito degli ultimi episodi tragici registratesi in provincia di Foggia, Vazapp ha creduto fortemente che un piccolo contributo verso il cambiamento del volto dell’agricoltura debba passare prima di tutto dal riconoscimento del suo valore immateriale, inteso non come attività lavorativa ma come tradizione del sapere da tramandare alle prossime generazioni. In questo modo, i giovani non saranno più costretti a fare le valigie per andare via ma saranno felici di restare per unirsi con quelle persone che amano la propria terra e che vogliono farla crescere. La terra è il luogo più fertile per coltivare i sogni.

Valeria Carannante Social e Comunicazione

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