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Cara Cestistica hai fallito, ma ti ringrazio lo stesso… | La Gazzetta di San Severo
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Cara Cestistica hai fallito, ma ti ringrazio lo stesso…

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di Ciro Mancino

La terza squadra a centrare la Serie A2 è l’Amatori Pescara che ha battuto l’Allianz Pazienza Cestistica San Severo per: 77 – 71.

Hai fallito. Per il secondo anno consecutivo.

Non avremmo mai voluto iniziare l’articolo così, ma è inutile ogni forma di retorica e dobbiamo attenerci alla realtà. Ci rattrista, soprattutto, l’aver commentato una squadra che non ha nulla a che vedere con quella vista per l’intero campionato. 

Infatti, contro Orzinuovi non c’è stata mai partita; i lombardi hanno letteralmente dominato tutte le sfide individuali da ogni punto del parquet. Anche le statistiche, a dimostrazione di quanto stiamo raccontando, sono state pietose. Ecco perché, forse, è stata la peggiore prestazione dell’anno (con qualche stralcio di bel gioco nei primi minuto del terzo quarto dopo un crollo, inevitabile, degli avversari). 

Contro Pescara, invece, abbiamo costatato un approccio diverso (doveva essere necessariamente così) ma non è bastato. Una delusione enorme anche perchè Potì, Capitanelli, Leonzio e company sono gli stessi che hanno perso al “Falcone & Borsellino” per 64 – 59 ed al ritorno per 71 a 75. Da brocchi a fenomeni nel giro di pochi mesi? O c’è stato un crollo mentale tale da perdere ogni certezza? E’ il ‘Palaterme’ che fa questo effetto? Certo, si sta parlando di una partita ‘senza domani’ e che vale l’intera stagione, ma un atteggiamento troppo passivo non è concepibile e di conseguenza, ahimè, arrivano le critiche. 

Contro la squadra:

“Rezzano gioca le final four e clamorosamente toppa”. “Stanic ci ha portati fin lì ed è normale che perda la lucidità!” “Ruggiero è stato troppo nervoso”. “Scarponi è meglio che si ritiri”. “Antonelli non sa difendere”. “Di donato, sotto canestro, non ha avuto la solita grinta”.

Contro l’allenatore: 

“Non poteva chiamare prima il timeout, nel primo quarto, contro Orzinuovi?” “Perchè ha optato ad un certo punto della gara, per la difesa a zona? Così ha concesso i tiri da tre in totale libertà” “Se Rezzano non era in partita, perchè non lo ha tolto?” “ Piccone non poteva entrare prima?” 

Contro, persino, la società: 

“Perchè, dopo il fallimento di Siena, non hanno comprato giocatori più esperti?” “Non c’è la voglia di salire di categoria in quanto poi le difficoltà sarebbero maggiori” “Vincono ogni anno il campionato, ci illudono e poi? 

E, se questo non dovesse bastare, aleggiano altri dubbi:

“Cosa ne sarà dell’anno prossimo?”, “Da dove ripartire?” “Da chi ripartire?”

Purtroppo, come ripetuto anche in un altro nostro pezzo, San Severo è una piazza esigente che pretende tanto e dimentica, forse, troppo in fretta. Ed è per questo che, sebbene ci sia enorme rammarico (lo ripetiamo a scanso di equivoci), ci sentiamo di divergere dal pensiero degli altri e di ringraziarvi. 

Non era facile ripartire dopo l’anno scorso, ma l’avete fatto con lo slogan #LAGENTECOMENOINONMOLLAMAI. Con coraggio, nonostante le difficoltà, umiltà e determinazione. Grazie, Presidente Amerigo Ciavarella ed i suoi dirigenti. 

Grazie, coach Salvemini! Facciamo parlare i fatti. I numeri. Gare vinte: 22. Consecutive. Gare perse (in campionato): 1. In trasferta a Senigallia (e, se qualcuno avesse dimenticato, con mezza squadra out per infortuni e problemi intestinali).  Gare perse (in totale): 4. Nella prima partita di Coppa Italia contro Firenze per 64 – 66 con una tripla di Savoldelli e i canestri di Genovese arrivati al minuto 40. Gara3 e gara4 a Palestrina contro un roster dal tasso tecnico superiore rispetto ad alcuni presenti alle final four. 

Grazie all’abnegazione al lavoro, l’enorme senso di responsabilità e l’assoluta professionalità dei due assistenti Nicolas Panizza e Giacomo Piersante.

Grazie allo staff atletico ed in particolare a Matteo del Principio.

Grazie, Pino Sollazzo; direttore sportivo fondamentale per la costruzione del roster che ha vinto gli ultimi tre Campionati di fila.

Grazie alle persone che, in silenzio, gestiscono i loro incarichi alla perfezione. 

Grazie al ‘sesto uomo’, agli ultras, ai fedelissimi presenti dalla prima all’ultima partita ed infine agli ‘occasionali’. 

Grazie per aver onorato la maglia, Massimo Rezzano, Riccardo Antonelli, Nicolas Stanic, Antonio Ruggiero, Ivan Scarponi, Emidio Di Donato, Lorenzo De Zardo, Fabrizio Piccone, Guglielmo Sodero, Andrea Petracca, Alessio Magnolia, Goce Petrushevski e Simone Niro. 

E’ opinione condivisa che il basket in fondo sia solo un gioco, ma c’è dell’altro. La promozione avrebbe garantito la soddisfazione di essere accostati alle ‘grandi’ città italiane, di passare agli onori della cronaca per un messaggio positivo, di unire tutto il paese e d’esser orgogliosi delle proprie radici sanseveresi, senza i ‘se’ ed i ‘ma’.  

Perché la nostra città merita sempre, non solo nello sport, i grandi palcoscenici come la Serie A!