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Da "C'è posta per te"a "C'è un posto a Palazzo Celestini - La Gazzetta di San Severo
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Da “C’è posta per te”a “C’è un posto a Palazzo Celestini

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Da “C’è posta per te”a “C’è un posto a Palazzo Celestini”
Se un tempo si arrivava a candidarsi a qualsiasi carica pubblica a seguito di un percorso in un partito politico, fatto di militanza e attivismo,o in ragione di una carriera amministrativa,con l’avvento della c.d. “quarta Repubblica”le candidature sembrano essere diventate simili ad un qualsiasi talent show “dilettanti allo sbaraglio”, dove chiunque si reputi idoneo si presenta alla competizione elettorale.Di sicuro questo può considerarsi un pregio della democrazia dove qualunque persona può concorrere ad un ruolo istituzionale, basta avere una famiglia numerosa o un potere economico,per ritrovarsi nei più diffusi consessi politici, spesso senza sapere nemmeno le funzioni relative al ruolo che si va a ricoprire è la maggior parte delle volte,amministrando male la cosa pubblica. L’unico elemento essere indispensabile è l’autoreferenzialitá , anche le buone pratiche suggeriscono di scegliere il candidato più capace e quello più a contatto con le problematiche e le criticità del territorio di riferimento.Sotto questo aspetto tanti danni sono stati fatti in diverse città,proprio per le dinamiche appena descritte;  invero un ruolo principale in tutto questo lo svolge l’elettore che deve essere consapevole del fatto che, soprattutto in questi tempi di scarsità di risorse economiche e di degrado generale,con il proprio voto svolge un ruolo decisivo : quello di poter delegare il mandato elettorale a persone preparate ed efficienti.Per quello che concerne il nostro schieramento politico, sempre più di recente ci è capitato di assistere alle candidature di presunti esponenti della coalizione di centro destra,il cui percorso politico,fino a quel momento,si poteva rinvenire nelle file di sinistra,i cui programmi non rispecchiavano per nulla le idee liberali di cui si facevano portavoce,come in tema di immigrazione o di libertà di iniziative economica. La verità è che governare una città vuol dire anche saperla amministrare come una azienda, stando attenti all’efficacia, all’efficienza e all’economicità delle sue strutture, abilità che si acquisiscono solo se si è fatto un percorso imprenditoriale che, d’altronde non è appannaggio di tutti.Un ruolo decisivo lo gioca il percorso politico perpetrato negli anni da chi si appresta a farsi eleggere;vale la pena di sottolineare che i ruoli istituzionali o di partito derivano dai sacrifici,fisici, economici,posti in essere nel corso del tempo.Bisogna essere al servizio di un ideale e non l’ideale al proprio servizio.Personalmente ho sempre combattuto, da sola e con i miei soli mezzi finanziari, facendo a meno di qualsivoglia sostegno economico, proprio al fine di tutelare la mia integrità e le mie idee,anche al di fuori delle sedi istituzionali; nonostante questo, nonostante la mia lunga militanza e il mio attivismo,se fossi stata come altri personaggi, avrei ben potuto aspirare alla carica di Primo Cittadino,ma resto convinta che la legittimazione, quando non viene dal basso,diviene un IMPOSIZIONE.
Soccorsa Chiarappa