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FDS: PREMIATA UNA FOTO DI ANTONIO TARTAGLIA | La Gazzetta di San Severo
Festa del Soccorso In evidenza Prima pagina

FDS: PREMIATA UNA FOTO DI ANTONIO TARTAGLIA

Sulfur, faith, breathtaking escapes. San Severo, Italy. Every year on the streets of the city, explosions blend prayers to the “Festa del Soccorso”. Fujenti (this is their traditional name) run under kilometers of fireworks and firecrackers, typical of San Severo, surrounded by thousands of loud bangs and sparks that became more and more powerful. On every block Hail Mary and deflagrations merge the Processions in honor of the Virgin Mary, protector of the city. A centenary tradition testified by a document dated 1707 that mentions the union of firecrackers and religious celebrations, in which the local parish council invited the people to celebrate the black Madonna with noisy explosions as a sign of devotion. Unfortunately, that of 2018 could have been the last characteristic escape of the "fujenti", as a result of the more and more urgent laws on the safety, this secular tradition of South Italy risks disappearing forever.

ANTONIO TARTAGLIA, di 39 anni, è un fotografo freelance nato a San Severo ed oggi residente in Abruzzo. Nel 2014 intraprende un personale viaggio all’interno del Comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009 e presenta SILENT SHADOWS 17, il suo primo lavoro fotografico teso alla riscoperta di un’intimità perduta. Nel 2016 realizza DON’T CALL ME BABY, reportage attinente a tematiche sportive e sociali nel quale evidenzia la disparità di trattamento riservata ancora oggi in Italia alle donne che praticano attività agonistica e non. L’argomento trattato suscita l’interesse di importanti riviste nazionali e viene pubblicato nel corso del 2017 su Donna Moderna e nel corso del 2018 su D-La Repubblica. Parallelamente, sviluppa il progetto fotografico SPORTSCAPE, un’interpretazione propria del legame presente nello sport fra l’esaltazione dei gesti atletici e l’armonia dei luoghi che li ospitano, lavoro esposto in mostra durante l’estate 2017.

Lo scorso maggio, dopo diversi anni, ANTONIO TARTAGLIA torna a San Severo per rivivere la Festa del Soccorso — di cui conserva bellissimi ricordi vissuti da bambino – e raccontarla attraverso un reportage fotografico. Proprio da questo lavoro, fra le tante fotografie raccolte, seleziona uno scatto eccezionale ((quello della foto a corredo)) che lo ripaga regalandogli il grande onore di essere eletto vincitore assoluto  all’URBAN 2018 PHOTO CONTEST, concorso internazionale di fotografia che ha visto in gara ben 4.460 foto e 272 portfolio per 1.103 partecipanti da tutto il mondo, il cui podio finale è stato svelato a Trieste lo scorso 27 Ottobre dal Presidente della giuria TATSUO SUZUKI, durante la cerimonia di premiazione del contest presso la sala “BobiBazlen” di Palazzo Gopcevich, nell’ambito del festival TRIESTE PHOTO DAYS. Hanno presenziato anche i giurati TADASHI ONISHI, ANGELO CUCCHETTO (Art Director del Festival) ed ELENA ULJANČIĆ-VEKIĆ (direttrice del Museo di Parenzo). Emozione doppia per TARTAGLIA, raggiunta per una vittoria di grande prestigio e per averla ottenuta con uno scatto che rappresenta la sua città natale nel mondo nel giorno di massima gioia e fede popolare: LA FESTA PATRONALE.

ANTONIO TARTAGLIA descrive così la propria opera: “Zolfo, fede, fughe mozzafiato. Ogni anno, per le strade di San Severo, le esplosioni si mescolano alle preghiere nella Festa del Soccorso ed i “fujenti” corrono sotto chilometri di batterie alla Sanseverese. In ogni quartiere, Ave Maria e deflagrazioni si fondono assieme nelle Processioni in onore della MADONNA NERA, Patrona della Città e della Diocesi. Una tradizione ultrasecolare, testimoniata da un documento del 1707 che menziona l’unione di petardi e celebrazioni religiose, documento in cui il Consiglio Parrocchiale locale invitava le persone a celebrare la MADONNA NERA con esplosioni rumorose come segno di devozione.

Ad ANTONIO TARTAGLIA pervengano le più vive e sentite felicitazioni de LA GAZZETTA DI SAN SEVERO per un Premio prestigioso che onora anche la nostra terra.

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