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Furto “RONGHI” Lettera aperta al sindaco Francesco Miglio | La Gazzetta di San Severo
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Furto “RONGHI” Lettera aperta al sindaco Francesco Miglio

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Riceviamo e pubblichiamo

“ALLA CORTESE ATTENZIONE  DEL SINDACO MIGLIO FRANCESCO,

Ho deciso di porre alla Sua attenzione (unitamente a quella dei consiglieri appena eletti) una riflessione.

Voglio farlo tramite il quotidiano online “LA GAZZETTA DI SAN SEVERO”, in quanto ritengo che questa testata giornalistica sia un garante per noi cittadini sanseveresi della possibilità di espressione libera e sincera.

Seppur sconfortato come sanseverese da periodi di immobilismo sulla mancata crescita dei rami di questa grande città che è San Severo, continuo a non scorgere i frutti di un passo del cambiamento, nonostante il desiderio sia sempre più radicato nei nostri concittadini, perfino in noi giovani!

L’immobilismo lo scorgo soprattutto nella mancanza di possibilità lavorative e di crescita economica, anche se la primavera trascorsa destava in me un senso di speranza, anche sul fronte della sicurezza pubblica. Fu solo primavera elettorale? Ora, a fari spenti, quale tutela per la sicurezza di noi cittadini, in centro o periferia, e dei commercianti? Sarebbe potuto essere l’inizio di una nuova stagione poiché San Severo è un albero forte con radici profonde nella storia, nel tempo, nella devozione e nel senso civico.

Ma la criminalità scuote come vento rami piccoli e grandi mettendo a dura prova il tessuto di istituzioni, economia, formazione. Dopo l’operazione Ares, mirabilmente riuscita grazie ad un lavoro di squadra ineccepibile tra Magistratura e Forze dell’Ordine, con il sostegno della buona politica, purtroppo ecco il verificarsi dell’ennesimo furto ai danni della ditta Ronghi, che ha scosso fortemente il senso di speranza che si stava facendo strada nell’opinione pubblica e negli imprenditori sanseveresi.

La vicenda è un fulmine a ciel sereno e, pur non essendo cliente dello storico negozio, avverto la sensazione di disagio quasi l’avessero fatto in casa mia, poiché via Soccorso è la casa di tutti, ripeto tutti i cittadini. Il 24 Giugno era ancora forte la perplessità per il gesto vile alla vicinissima gioielleria Buono e, conoscendo l’onorabilità dei titolari di queste prestigiose attività, speravamo ci potesse essere una pronta ripresa.

Ronghi appartiene alla cittadinanza da circa un secolo, quanto le chiese o il cinema, quanto la scuola o la Camera del Lavoro. Ma i criminali, che hanno agito INDISTURBATI nella notte nel cuore del centro storico, oltre ad appropriarsi di introiti frutto del duro lavoro di un onesto commerciante, stanno lanciando un messaggio chiaro a me, a noi, a Lei primo cittadino.

Condividendo profonde riflessioni su questo atto criminoso, in questa occasione sulla pelle di Matteo Angelillis, con i miei concittadini vediamo un chiaro attacco alle relazioni umane e commerciali, che rendevano il centro di San Severo l’agorà più ammirata di Capitanata.

Per questo motivo, sento il dovere, come cittadino, che questo subdolo messaggio non continui a rapinarci dei beni più cari, le relazioni e la sicurezza, così come l’attività commerciale è stata devastata nel suo carattere simbolico di accoglienza e offerta qualitativa (per tutti i turisti diretti in Cattedrale o in piazza Municipio).

Ritengo, dal confronto con altri cittadini preoccupati, che la questione legalità e sicurezza pubblica sia prioritaria e constatando quanto essa lo sia anche nella Sua agenda, vorrei permettermi di dare un suggerimento per un nuovo volto,  mirato ad un vero cambiamento, così che tutti recepiscano che la San Severo bene non abbassa mai lo sguardo, anche se calano le serrande di negozi e bar.

In virtù di ciò pongo alla Sua attenzione e dei suoi stimati collaboratori di valutare la possibilità che proprio il Sig. Angelillis sia il portavoce della nostra lotta instancabile ai personaggi mortiferi che minano le basi della sicurezza di tutti i cittadini e lavoratori sanseveresi.

Potrebbe essere chiaro ai signori del “terrore in centro” quanto la carica di responsabilità alla sicurezza sia rivestita dentro e fuori la carne, da chi onesto lavoratore, ha a cuore da sempre il bene della nostra citta’, nello sviluppo economico, culturale e sociale quale è la bella persona del Sig Angelillis. A riguardo chiedo se state valutando una candidatura di un onesto lavoratore come il titolare di Ronghi a rappresentare tutti noi, attraverso l’assessorato alla legalità per un chiaro segnale di speranza e cambiamento.

Grazie di cuore per l’attenzione dedicatami,

con la presente colgo l’occasione per porgere i miei più sinceri auguri alla nuova amministrazione, con la viva speranza che possiate fare qualcosa di concreto per noi giovani disoccupati, per tutelare la cittadinanza dall’illegalità, perché dove non c’è lavoro, cresce a dismisura la delinquenza e il lavoro nero.”

Alessandro Tarollo