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IL PARCO DI SAN SEVERO - La Gazzetta di San Severo
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IL PARCO DI SAN SEVERO

FOTO PARCO DELLA RIMEMBRANZA

di MICHELE MONACO

Parliamo del PARCO DELLA RIMEMBRANZA (a conclusione del Centenario della GRANDE GUERRA)collocato per tanti anni in Piazza Cavallotti davanti al maestoso Edificio “E. De Amicis”. La proposta di creare in tutti i centri abitati d’Italia un Parco o un Viale della Rimembranza, per ricordare i caduti della 1^ Guerra Mondiale, fu lanciata nel 1922 da DARIO LUPI, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione. Il 27 dicembre 1922 inviò a tutti i regi Provveditori agli Studi una lettera circolare nella quale vi era scritto quanto segue:<< …le scolaresche d’Italia si facciano iniziatrici di una idea nobilissima e pietosa: quella di creare in ogni città, in ogni paese, in ogni borgata, la Strada o il Parco della Rimembranza. Per ogni caduto nella Grande Guerra, dovrà essere piantato un albero>>. Lo stesso Ministero dettò delle norme precise secondo le quali ad ogni albero doveva essere affissa una targhetta in ferro smaltato, con la dicitura: “IN MEMORIA DEL (grado, nome, cognome) CADUTO NELLA GRANDE GUERRA IL (data) A (nome della battaglia)”. Le numerose circolari ministeriali spinsero ogni scuola italiana a inaugurare il proprio Parco. Già nel 1923 furono inaugurati in Italia 1.048 Viali o Parchi della Rimembranza. San Severo non fu da meno e nell’aprile del 1923 nel vasto piazzale prospiciente l’Edificio Scolastico “De Amicis”(allora intitolato al principe UMBERTO di SAVOIA il quale venne personalmente ad inaugurarlo) si diede vita al Parco della Rimembranza che raggiunse il massimo di espansione negli anni’30 e ’40(vedi foto). Le drammatiche conseguenze della 2^ GUERRA MONDIALE e del dopoguerra mutarono inevitabilmente e necessariamente i luoghi e la toponomastica dei Comuni Italiani. Ma questo è un altro discorso. La vicenda del Parco della Rimembranzaha tra i suoi scopi divulgativi anche quello di offrire soprattutto al mondo della scuola l’opportunità di promuovere delle visite guidate in vari luoghi della città poiché la storia locale, la microstoria, ha la stessa dignità degli avvenimenti storici nazionali. Credo che mai come adesso le giovani generazioni abbiano sempre più bisogno della riscoperta della storia locale, della storia patria, per trasmettere loro la conoscenza e il rispetto dei beni culturali e il senso di appartenenza ad una comunità. Il bullismo vandalico verso l’arredo urbanosi combatte anche così.Il corpo insegnante era tenuto a collaborare con i Comuni, tramite dei Comitati esecutivi, per formare l’elenco dei caduti, attingendo le notizie dal Comune o dal Distretto Militare. Stabilito il numero degli alberi da piantare, l’autorità municipale sceglieva il luogo dove fare la piantagione. Le piantine forestali occorrenti per la creazione dei Viali della Rimembranza, su richiesta dei Comuni, venivano gratuitamente distribuite dal Ministero dell’Agricoltura (Direzione Generale delle Foreste). Il rito doveva essere compiuto dalle scolaresche affinché manifestassero la riconoscenza ai caduti della propria città. Venne istituita anche una guardia d’onore, formata da scolari, a cui venne affidata la cura degli alberi. Successivamente, il 21 marzo del 1926, con legge n. 559, i Viali e i Parchi della Rimembranza furono dichiarati pubblici monumenti.