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IL THE WINE HUNTER AWARD: PREMIATI I VINI DELLE CANTINE D’ALFONSO DEL SORDO | La Gazzetta di San Severo
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IL THE WINE HUNTER AWARD: PREMIATI I VINI DELLE CANTINE D’ALFONSO DEL SORDO

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Continua ad essere premiata l’eccellenza dei prodotti

#madeinSanSevero, aggiungendo un piccolo vanto cittadino per il riconoscimento meritato a questa terra dove il lavoro nelle campagne, in tempi di crisi, quali i nostri giorni, riesce a farsi valere ed a venire apprezzato.

I protagonisti sono nuovamente i vini delle CANTINE “D’ALFONSO DEL SORDO”, che già avevano ottenuto per il “GUADO SAN LEO – Nero di Troia”, il “GOLDEN STAR”, ovvero un riconoscimento rinomato da parte della Commissione di degustazione della Guida VINIBUONI D’ITALIA (edizione 2010 – Touring Club Editore), oltre all’attribuzione della CORONA per la sua particolare piacevolezza.

Adesso invece un altro premio di eccellenza conferito dalle commissioni d’assaggio THE WINE HUNTER sui prodotti che si distinguono per territorialità e qualità superiore.

Ed a seguito delle degustazioni tenutesi in questi giorni per l’assegnazione dei WINE HUNTER AWARD, la Commissione ha conferito il certificato di ECCELLENZA ancora ai vini delle CANTINE D’ALFONSO DEL SORDO, ossia al GUADO SAN LEO 2016, conferendogli la medaglia d’oro e inserendolo nella Top LIST, oltre ad attribuire i sigilli rossi
ai vini DAMMISOLE, DAMMIROSE e CASTELDRIONE.

E si aspetta ora il MERANO WINE FESTIVAL,  una manifestazione enogastronomica internazionale che ogni anno, durante la prima metà di novembre, si tiene nella città di Merano, in Alto Adige.

È una delle più rinomate fiere enogastronomiche d’Italia che, come il VINITALY di Verona, ospita le eccellenze della produzione vitivinicola italiana ed internazionale.158DFC97-68F3-4990-9A56-6A11DC8BC470

L’appuntamento prossimo dunque è a Merano dal 9 al 12 Novembre, sperando che la futura vendemmia porti qualche soddisfazione alla città di San Severo.
Non solo per i premi, ma anche per i raccolti che siano proficui per tutti gli agricoltori.
Chi conosce il settore, sa bene quanti sacrifici non vengono valorizzati, come invece meriterebbero.

“Quando, in autunno, raccoglierete l’uva dalle vigne per il torchio, dite in cuor vostro: ‘Anch’io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio, e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne’. E in inverno, quando spillerete il vino, fate che vi sia in voi un canto per ogni coppa; e nel canto vi sia memoria dei giorni d’autunno, della vigna e del torchio” (Kahlil Gibran).

LAVORO E SACRIFICI dovrebbero sempre venir riconosciuti.

Elisabetta Ciavarella