Webp.net-gifmaker (5)
“L’ABBAZIA” Un luogo in cui il fascino del passato torna a risplendere | La Gazzetta di San Severo
Comunicati

“L’ABBAZIA” Un luogo in cui il fascino del passato torna a risplendere

1555913854747

Sabato 20 aprile, alle ore 19,30, in Via Solferino, n. 128/A, l’ABBAZIA ha accolto quanti volessero assaporare un po’ di storia, tuffandosi nelle origini di Torremaggiore.
Si tratta non solo di un Bed and Breakfast, ma di una costruzione sorta sui ruderi del Monastero intorno al quale ebbe origine Torremaggiore.
La struttura è incantevole, sia per lo stile moderno in cui è arredata, che per ogni comfort di cui dispone, altamente tecnologico. È un ambiente davvero unico anche per chi abbia unicamente voglia di rigenerarsi; varcata la soglia infatti, sembra di entrare in un’altra dimensione, dove potersi liberare dalla quotidianità, vivendo attimi di benessere in cui ritrovare se stessi.
Ma l’ABBAZIA non solo è tutto questo. La serata inaugurale è iniziata con i saluti di una padrona di casa gentilissima ed impeccabile, la Dott.ssa Rosaria D’ERRICO, che così ha accolto i presenti: “Grazie a tutti voi per avere condiviso questo momento, frutto di sacrifici prima che di tutta la mia famiglia, dei nostri genitori. Oggi non abbiamo voluto inaugurare solo un’attività commerciale, ma abbiamo voluto valorizzare un ‘sito’. Si chiama ABBAZIA in virtù del Monastero dei Benedettini che un tempo vi sorgeva”.
E, tra le mani di Rosaria, ad attestare l’autenticità delle origini del posto, il libro “HISTORIA di Torremaggiore”, opera di un noto storico locale, Ciro PANZONE, che subito dopo ha fornito preziosi dettagli sul passato.
“Quello di stasera è un evento importante per il nostro territorio. Il luogo in cui ci troviamo adesso è stato un punto nevralgico di tutta la storia di Torremaggiore. È da qui che si è irradiata la civiltà prima dell’Alto e poi del Basso Medioevo. Nel periodo romano, nel IV secolo d.C. vi sorgeva una fattoria, ma poi i Benedettini, nel X secolo, vollero costruire una cella monastica. Qui arrivavano pellegrini da ogni parte d’Europa, per andare a visitare San Michele Arcangelo, ma vi sostavano pure quelli che andavano in pellegrinaggio in Terra Santa e dovevano passare per Monte Sant’Angelo. Quindi questo era uno snodo importante e per tale motivo venne costruita l’ABBAZIA. Il nome del centro medioevale era invece quello di Terra Maggiore con titolare San Pietro. Nel 1580 venne aggiunto il nome di Severo, perché ci fu la Diocesi di San Severo. Poi, quando ebbe fine il Potere Pellegrino, arrivarono i Templari ed era qui che avveniva l’iniziazione per entrare nel loro Ordine e si compivano riti e processi”, ha continuato a dichiarare Ciro PANZONE.
È stata anche ritrovata una lapide originale, ora esposta, datata nell’anno 1876, che appunto, testimonia con una scritta che la casa che vi sorgeva in passato, fu fatta edificare dal Sacerdote Giovanni Piccinino, sui ruderi della Badia dei SS. Pietro e Severo, eretta a sua volta nel X secolo dai Benedettini.
Inoltre, addirittura, nel 1222, ivi si fermò San Francesco d’Assisi, dovendosi recare alla grotta di San Michele Arcangelo!
Un luogo ricco di storia e di fascino quello dell’ABBAZIA.
Un posto che anche don Renato BORRELLI ha voluto benedire, accompagnando con le sue belle parole, un incontro di Storia, di Fede e di Civiltà.
Elisabetta Ciavarella