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MANFREDONIA: 3 ORE PER LA NOSTRA SALUTE! | La Gazzetta di San Severo
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MANFREDONIA: 3 ORE PER LA NOSTRA SALUTE!

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L’atlante dei conflitti italiani ambientali ha individuato da tempo, nella zona di Manfredonia, uno dei siti SiN (Sito di Interesse Nazionale) d’Italia. Un territorio, fra tutti, storicamente lontano nel tempo con meno risorse dedicate alla salvaguardia e alla sicurezza ambientale.

La storia della città di Manfredonia si intrecciò a quel disastro EniChem (scoppio della colonna di Arsenico) tanto che venne definita come la Seveso del Sud.

La Genesi iniziata con la classificazione di Sito di Interesse Nazionale avviò un periodo molto travagliato, dove più volte le istituzioni locali e nazionali hanno cercato di iniziare un’azione di bonifica che si è infranta contro l’impossibilità scientifica e procedurale ad agire.

Qualunque forma di intervento non evidenziò alcuna intelligenza politica nella tutela della salute e del territorio, al punto che su quel sito vennero, col tempo, edificate altre strutture industriali perché come noto chiodo schiaccia chiodo quindi industria schiaccia industria e caccia quella precedente, ma non i suoi fantasmi che oggi riecheggiano portando lo spauracchio di sofferenza e morti.

La mancata effettiva bonifica di quel sito unitamente a uno sprigionamento di sostanze cancerogene ha portato l’inquinamento dello stesso a livelli drammatici, al punto che ad oggi non esiste una tecnologia reale per ristabilire la salubrità dei luoghi e nemmeno una volontà politica capace di poter restituire a Manfredonia e al Gargano un modello di Salute certo.

La zona sin di Manfredonia, infatti, vede coinvolte una parte Costiera, alternata da passi rocciosi che accolgono un territorio industrializzato, proprio su quella costa prospiciente il mare.

Nessuna forma di bonifica possibile quindi, ma solamente mille modi per far sì che quella zona faccia ancora parlare di sé e risulti una minaccia attiva pesata dal suo carico biologico inquinante per ogni famiglia.

Manfredonia continua a sperimentare il dramma delle malattie oncologiche, quelle dapprima verificate attraverso uno studio statistico realizzato negli anni ’90 ed un ultimo, un paio di anni fa, a cura del team di esperti epidemiologi della RICERCA INSIEME che non lascia spazio a fantasiose ipotesi di benessere.

Seppur molto light e non approfondita dalla maggior parte dei politici italiani, le ricerche condotte da quegli studi erano nate come primo approccio utile a parlar chiaro rispetto alla situazione Manfredoniana, dove si muore e ci si ammala in modo diverso e senza scampo alcuno.

Purtroppo non è stato ancora ben individuato dal mondo della Scienza un metodo, ma sicuramente il fenomeno è stato classificato ed ha ricevuto nome e cognome dal mondo della statistica che ha messo nero su bianco dati da far rabbrividire anche il più scettico.

Oggi, Noi cittadini, non abbiamo una soluzione certa se non ribadire l’estrema pericolosità dettata dal rischio ambientale costante al quale siamo esposti.

È questo il carico che ci portiamo sulle spalle, con fatica e rabbia!

Un carico che evidenzia il rischio certo per la salute del nostro distretto e quindi per la nostra salute.

Ne vorremmo discutere con i cittadini il giorno 14 settembre, in Piazza, dove sarà possibile manifestare un dissenso indossando una maglietta bianca senza colori di appartenenza alcuna, ma legati dallo spirito di quello stesso colore BIANCO che richiama alla purezza.

Aspettiamo una partecipazione di massa, convinti che i traguardi si raggiungano con la testa e il cuore.

Evento promosso ed organizzato dal gruppo “Magliette Bianche”.