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MIGLIO: “IL NON CONFRONTO” sta caratterizzando queste amministrative | La Gazzetta di San Severo
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MIGLIO: “IL NON CONFRONTO” sta caratterizzando queste amministrative

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IL NON CONFRONTO

C’è tanto da scrivere sulla campagna elettorale che sta caratterizzando queste amministrative in San Severo.
In questo scorcio di tempo, palesi si sono rivelati i vecchi e i nuovi visi degli avversari, che ritengo di dover assolutamente evidenziare. Questo poiché ad oggi di richieste di confronto su temi seri non ne ho avute e non credo di averne se non dopo questo mio comunicato.
Sto vedendo la coalizione a sostegno di Tricarico ed in particolare quest’ultimo uscire in continuazione sui social media con incerte, claudicanti e poco sensate “sparate”. Del tutto evidente la sua inadeguatezza laddove piange il mancato riconoscimento di città d’arte a San Severo; boutade clamorosamente e fragorosamente smentita dai fatti. Si duole dell’impianto di compostaggio senza conoscere il ciclo produttivo ed il ciclo normativo.
Reclama lo scippo del claim “città d’Europa” che nessuno gli ha rubato e che nessuno gli ha impedito di esporre. Se non si parlasse di San Severo sarebbe intravedibile un sorta di comicità di stile fantozziano.
Urla… solo sui social, si proclama il vero cambiamento e non lo è. Anch’egli al pari dei tanti incoerenti che pullulano nelle sue liste ed in quelle del cosiddetto centro-destra, è un vero maestro circense dell’acrobazia politica, dall’UDC, al PD ed infine al civismo con biglietto forse di andata e forse di non ritorno. Peccato che si sia dimenticato che il centro progressista deve essere alimentato con concetti, programmi e lotta politica che hanno una timbrica propria. Lui di timbrica non ne ha. Ad oggi è un incrocio tra un leghista sfortunato ed un leghista impreparato. Non si confronterà con me e laddove fossi così fortunato da poterlo affrontare ne uscirebbe senza più anima.
Il candidato dei pentastellati Di Sabato non è pervenuto nemmeno nei week end, nemmeno di sabato. E’ riuscito a scompaginare con la sua presenza un meet-up che certamente non saprà conservare i numeri delle politiche. In ogni consesso, reclama la sua autonomia dalla Pubblica Amministrazione, ben sapendo che quest’ultima gli ha assegnato un incarico che sta professionalmente portando a termine.
Veniamo alla cosiddetta “Lista Bocola” che dopo essersi distinta nella pratica della ignobile arte delle mazzate… ora si distingue per silenzio, per assenza, per incapacità programmatica e di promozione politica. Attendono il “capitano” che verrà a esprimere secondo loro qualche concetto politico. Una candidata che ad oggi al di là di qualche estemporaneo comunicato, di nessun pregio, pretende di poter assurgere alla carica di Sindaco, con una campagna politica intrisa di vecchie e cattive abitudini (sotto gli occhi di tutti), priva di contenuti (perché mai ne potrebbe proporre) e totalmente avulsa dal bene della città, sottesa alla protezione di interessi di pochi e degli stessi che l’hanno calata dall’alto.
A questi spiego che fare il Sindaco vuol dire non dormire pensando ai conti da risanare (e che troverete già sanati grazie alla mia amministrazione); vuol dire lottare per accaparrarsi i finanziamenti (troverete oltre quarantamilioni dalla mia amministrazione intercettati); vuol dire stare con la porta aperta; vuol dire sentire tutti; vuol dire cercare di far lavorare senza gusti e colori; vuol dire scendere in strada contro la mafia; vuol dire che ogni volta che si incrocia un sanseverese bisogna provare uno spirito di servizio.
Voi non vincerete la competizione per rovinare i conti pubblici, per sperperare i finanziamenti da me ottenuti, per stare a casa quando la mafia bussa al cuore della città o per farvi servire dai cittadini. In ognuno di voi, la gente non tarderà a riconoscere le figure che ritengo di avere ben descritto.
La Città sa di non avere alcuna alternativa seria e credibile a questa amministrazione ed ogni giorno se ne rende di più conto.
Chiunque di voi sia in grado di sostenere un confronto pubblico con me lo avrà. Si dichiari disponibile, io già lo sono.