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QUATTRO MORTI, CENTO RAGAZZI ED UNA STELE | La Gazzetta di San Severo
Cultura

QUATTRO MORTI, CENTO RAGAZZI ED UNA STELE

COLLAGE TRE FOTO

di MICHELE MONACO
Cosa succede quando 100 studenti di 3^ media con i rispettivi professori rendono un sentito omaggio alla memoria di quattro soldati inglesi i cui nomi sono incisi su una stele funeraria collocata nel Cimitero di San Severo, precisamente sul viale dei Caduti per la Patria a cento metri dall’ingresso principale? Succede che si crea un grande silenzio, un emozionante e commovente coro di 100 voci che sussurrano questi versi: << Ci incontreremo ancora, non so dove, non so quando, ma so che ci incontreremo ancora…in un giorno di sole>>. Sono versi di una famoso canto di addio che i piloti della R.A.F. (Royal Air Force) dedicavano alle loro madri, sorelle e fidanzate prima di partire per la 2^ Guerra Mondiale. La mattina del 18 marzo 2019, attraversati da un tiepido sole che faceva capolino tra i cipressi, 100 studenti dell’Istituto Comprensivo “Zannotti-Fraccacreta” lasciavano in religioso silenzio il cimitero e la lapide dei quattro soldati dell’VIII armata del generale MONTGOMERY sulla quale era inciso a caratteri cubitali il seguente motto <<GONE, BUT NOT FORGOTTEN>> (Andato, ma non dimenticato). Ma quale fu la circostanza storica che costò la vita a quei soldati proprio nella Città di San Severo? Dopo l’8 settembre del 1943, le truppe tedesche presenti nella nostra Città e in tutta la Puglia avevano predisposto un piano chiamato in codice «piano AKSE», che consisteva nell’attacco ai porti, alle strutture delle radio-comunicazioni, ai depositi militari, alle più importanti vie di comunicazione ed all’Acquedotto Pugliese. Nella nostra Città fu occupata la stazione ferroviaria e fu ostruita – con tronchi d’albero – la statale 16 nei pressi dell’allora macello municipale. Nel primo pomeriggio del 9 settembre, fu assaltata la caserma dei soldati italiani allocata nell’ex-monastero delle Benedettine. I Tedeschi si accanirono anche sulla popolazione sanseverese rastrellando e razziando ogni genere di approvvigionamento. Fecero saltare la centrale telefonica e alcuni ponti, tra cui quello della ferrovia e minarono il mulino “CASILLO”. Il 27 settembre del 1943 (prima di fuggire verso Ortona) compirono un ultimo, vile atto: un agguato mortale a quattro soldati inglesi nei pressi dell’ex macello comunale. Li bruciarono vivi con dei lanciafiamme. I miseri resti di quei soldati furono onorati con una cerimonia funebre a spese del Comune di San Severo, tumulati nel Cimitero e ricordati con una stele commemorativa ad opera del Maestro LUIGI SCHINGO. Successivamente le salme furono traslate in Inghilterra a Preston nel Lancashire. Nel 1989, sono venuti in visita a San Severo i figli dei caduti inglesi. Nel 2015 sono tornati i loro nipoti a deporre dei fiori sulla lapide. Gli studenti della Scuola Media ‘Zannotti’ hanno promesso che prima della fine dell’anno scolastico andranno a pulire la lapide di marmo dove è incisa la frase <<ANDATO, MA NON DIMENTICATO>>. La visita guidata di istruzione di questi ragazzi di terza media, del 18 marzo scorso, ci fa sperare in una San Severo migliore.