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SAN SEVERO: OBIETTIVO “TUTTI IN CLASSE” | La Gazzetta di San Severo
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SAN SEVERO: OBIETTIVO “TUTTI IN CLASSE”

FOTO RAGAZZO CON ZAINETTO

di MICHELE MONACO

Ogni anno in Italia, circa 130.000 minori abbandonano precocemente la scuola(dati ISTAT). QUANTI SONO STATI I MINORI DI SAN SEVERO IN DISPERSIONE E IN ABBANDONO SCOLASTICO NEL 2018?QUALCUNO È IN GRADO DI FORNIRE DEI DATI? Sino ad oggi mancano dati statistici precisi e affidabili che permettano di quantificare il fenomeno. Possiamo sapere quali sono stati  i progettiper la scolarizzazione di tanti adolescentiche vediamo imperversare per la città in preda al bullismo vandalico verso l’arredo urbano e pronti ad essere protagonisti della cronaca nera? Mi chiedo come sia stato possibile che LE ISTITUZIONI locali non abbiano affrontato e guardato in faccia, pubblicamente, nella massima assise cittadina, la tragedia avvenuta qualche anno fa nel cuore della città con tre protagonisti adolescenti che insieme non arrivavano all’età di 50 anni. Una vita spezzata, un ferito grave e una vita segnata probabilmente per sempre dietro alle sbarre. E’ caduto l’oblìo su una tragedia che avrebbe dovuto invece mettere immediatamente all’ordine del giorno delle Istituzioni il disagio giovanile e i rimedi da adottare. “UN RAGAZZO CHE ABBANDONA LA SCUOLA È UN RAGAZZO ABBANDONATO”: si legge questo in un documento diffuso dall’Associazione <<Mani Tese>>. Un’associazione che chiede aiutoper prevenire le cause della dispersione e dell’abbandono scolastico nella fascia dai 9 ai 14 anni. È importante ricordare che in Italia l’istruzione è obbligatoria e gratuita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Sostiene SANDRO SCANAVINO, consulente pedagogico in progetti sulla dispersione, che IL LUOGO DEL DISAGIO non è solo la situazione socio-economica familiare. La criticità oggi sta nella difficoltà del ruolo genitoriale. Papa BERGOGLIO, in prossimità del nuovo anno scolastico ha detto testualmente:<<Serve un nuovo patto educativo tra genitori e insegnanti, non siate avversari, collaborate per il bene dei ragazzi. La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro dei docenti, spesso anche mal pagati>>. Compito,dunque, di tutti gli attori istituzionali e delle classiche agenzie educative come la SCUOLA e la FAMIGLIA è progettare un patto di convivenza civile, costruito sulle regole fondamentali di legalità e solidarietà. Il ruolo dell’Amministrazione Comunale assume una forte centralità nel monitorare costantemente il disagio minorile e nell’investire risorse per lo sviluppo del sistema educativo attraverso progetti che possano suscitare nei ragazzi l’interesse per la propria città, il senso di appartenenza ad una comunità. Non conoscere le proprie radici produce dei “mostri” che portano dritto verso una comunità senza volto, senza un’anima, che vive in una terra “di mezzo”.