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Strage braccianti, Taranto (Ugl Foggia): “Serve netto cambiamento culturale per diventare impermeabili a fenomeni di intermediazioni illecite” - La Gazzetta di San Severo
Comunicati

Strage braccianti, Taranto (Ugl Foggia): “Serve netto cambiamento culturale per diventare impermeabili a fenomeni di intermediazioni illecite”

congresso ugl foggia gruppo 28 giugno 2018

“Serve cambiamento culturale per diventare impermeabili a fenomeni di intermediazioni illecite”. Lo dichiara il Segretario provinciale dell’Ugl Foggia, Gabriele Taranto, all’indomani del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza riunito a Foggia e presieduto dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini , che ha incontrato in Prefettura il Premier Giuseppe Conte, in seguito ai due recenti incidenti stradali in cui sono morti 16 braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi.

Il sindacalista invita a non “cedere alla rassegnazione di fronte all’ennesima strage sulle strade della morte di Capitanata, nascondendoci dietro lo smarrimento generato dal sospetto che nulla di quanto fatto dalle forze sociali sul territorio abbia scalfito l’aspetto più spietato mimetizzato nel tessuto agricolo sano: il caporalato. Quello – puntualizza – dove diventa  un ‘rischio calcolato’ morire senza la quiete silenziosa di una tomba lontano dai propri affetti.  E’ sempre utile e apprezzabile l’interlocuzione tra soggetti portatori di interesse pubblico, sociale e istituzionale per ricordare senza battute d’arresto da che parte stare nella lotta contro sfruttamento, intermediazioni illecite e illegalità diffuse. Uno spirito solidale e fraterno – evidenzia Taranto – al quale questa Organizzazione sindacale desidera unirsi, esprimendo piena e incondizionata vicinanza al dolore che ha colpito tutta la comunità dei lavoratori agricoli senza distinzione, insieme a un comparto produttivo vitale non solo per la nostra provincia, perché organico alle stesse filiere agroalimentari del Made in Italy”.

Per Gabriele Taranto, “l’impegno è di dare seguito agli obiettivi nati dal processo decisionale realizzatosi nella  legge 199 del 2016 per il contrasto al caporalato e proseguito con la sottoscrizione al ‘Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura’ che chiama le organizzazioni sindacali a collaborare con le Prefetture attraverso tavoli, iniziative e gruppi di coordinamento attivati anche a livello locale. L’Atto di adesione –evidenzia il segretario dell’Ugl Foggia – coinvolge direttamente le parti sociali e strutture afferenti nelle attività previste dal protocollo, finalizzate al rafforzamento degli interventi di contrasto al caporalato su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle province di Bari, Caserta, Foggia, Lecce, Potenza, Ragusa e Reggio Calabria”.

“Nel gennaio 2016 – ricorda Taranto – l’Ugl, condividendo lo spunto offerto dal Sindaco di San Severo e Presidente della provincia di Foggia Francesco Miglio, a margine del Consiglio comunale monotematico sulla ‘Sicurezza – Ordine Pubblico e Legalità per San Severo‘  convocato alla presenza del Viceministro Filippo Bubbico e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ha formalizzato la proposta di lotta contro il caporalato, individuando nei Piani Sociali di Zona la cabina di regia di coordinamento della spesa e dei progetti, e proprio nel trasporto dei braccianti gestiti dai caporali uno dei problemi da combattere con priorità assoluta. La nostra posizione resta identica – sottolinea il sindacalista -, come non è mutato l’auspicio affinché le risorse economiche regionali pari a un milione e duecentomila euro vengano di fatto stanziate grazie al superamento di fenomeni di presunta illegalità denunciati dal Governatore pugliese, quando afferma: ‘per predisporre un servizio di trasporto pubblico è necessaria la collaborazione delle aziende agricole che, con la massima trasparenza, devono farne richiesta comunicando numero di lavoratori, orari di lavoro, tragitti di percorrenza. Questo non avviene mai, non è mai avvenuto sino ad oggi. Molte aziende agricole sono infatti soggette nella provincia di Foggia al racket mafioso dei caporali che in caso di predisposizione di mezzi di trasporto da parte delle aziende con il finanziamento pubblico, impediscono a queste ultime di trovare la manodopera che gli è indispensabile per non perdere il prodotto al momento della maturazione’”.

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“In questa direzione – continua -, riteniamo aver fatto quello che un sindacato deve per cercare di risolvere un problema sociale. Ovvero proporre una soluzione condivisa con la politica qualora questa non volesse interessarsi dei problemi solo a due o tre mesi dalle campagne elettorali. Dal 2016 ad oggi, prosegue la nostra partecipazione ai tavoli prefettizi e continuiamo a lavorare in mezzo a sacche di iniquità permeabili alla silente e camaleontica corruzione nostrana che alimenta forse la percezione che la povertà di intere classi lavorative continuerà ad essere sfruttata e grattata fino all’osso, perché invisibile e senza diritti. Sino a spostare sui nuovi ‘schiavi’ la colpa di precarietà e disoccupazione in Italia e in Europa. Se occorre ricominciare da capo – conclude Taranto -, il primo passo per un cambiamento credibile guarda dunque alle file di casa nostra dove aprire una profonda riflessione interna, senza cedere alla paura di  vivere nel rimorso e nell’impotenza di reagire o di incidere con scarsa efficacia attraverso gli ultimi strumenti di Legge”.

Gabriele Taranto, Segretario provinciale Ugl Foggia

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