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TORREMAGGIORE: Il Natale al Teatro Luigi Rossi non finisce ancora…di stupire… | La Gazzetta di San Severo
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TORREMAGGIORE: Il Natale al Teatro Luigi Rossi non finisce ancora…di stupire…

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Una commedia esilarante quella che il prossimo sabato 12 gennaio e domenica 13, alle ore 20,30, va in scena presso il Teatro Comunale “Luigi Rossi” di Torremaggiore.

L’Associazione Culturale “Gruppo Teatrale Il Baffo”, contando sull’aiuto di alcuni sponsor e grazie ad un cast affiatato ed ingegnoso, ha lavorato duramente affinché questo progetto andasse in porto.

Si tratta di “Natale in casa Cupiello”, la celeberrima opera di Eduardo De Filippo.

“Certo, una rivisitazione”, tiene a puntualizzare Paolo Di Capua, l’attento e meticoloso regista che da sempre è appassionato del genere ed ha anche intrattenuto una corrispondenza epistolare con Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, con il quale amava disquisire soprattutto di commediografia.

“Paolo, quando è nata questa passione?”.

“Ho iniziato a 17 anni circa, con ‘Il medico della pensione’, interpretando l’attore principale in primis all’oratorio e poi in un crescendo di esperienze anche da cabarettista nel ’90 in ‘Una serata al varietà’, nel Teatro che utilizzeremo ora, che però prima si chiamava ‘Cineteatro Santagata’. Nel ’91 rappresentai ‘Natale in casa Cupiello’ al Castello perché il Comune era commissariato, proprio come adesso… Nel ’98 invece ci fu ‘Questi fantasmi’. Ma dall’ultima volta ad oggi sono passati circa 20 anni. L’iniziativa è partita da Michele Leccisotti che interpreta in questa commedia la parte di Tommasino. Mi ha contattato un po’ di tempo fa e così mi sono impegnato con tutto me stesso, coinvolgendo altri interpreti”.

“Quali sono le difficoltà maggiori che hai riscontrato nell’organizzazione?”.

“Alcuni attori sono in erba e ho dovuto seguirli con particolare cura. La logistica inoltre ha richiesto un’attenzione maggiore perché la rappresentazione necessita di spazi adatti, per non parlare della ricerca dei materiali occorrenti per la messa in scena e il tempo utile per conciliare gli impegni di ognuno. Aggiungo che comunque gli attori si sono impegnati seriamente cercando di venirsi incontro, cosa non facile. Insomma un’elasticità di vedute per perseguire un obiettivo comune. Forse questo mancherà ad ognuno dopo la rappresentazione… l’essere presente prima che in scena, a livello umano come persona”.

“Paolo, così mi commuovo perché sono stata presente ad alcune prove e ho constatato personalmente il feeling amichevole che si è creato tra voi tutti. Cosa ti resterà di questa esperienza?”.

“Devo ammettere che nonostante la stanchezza, resteranno sicuramente l’affetto, la stima e le ore di svago e pure qualche arrabbiatura dovuta alle scene più complicate…”.

“Paolo stai sorridendo. È inutile… Anche quando ti inquieti, il tuo resta un animo gentile ed educato come pochi. Anzi, ti dirò, mentre ti sentivo ripetere alcune frasi di De Filippo, mi sembrava quasi di udire la sua voce… Me l’avevano detto che sai impersonarlo, senza nulla togliere al protagonista di adesso che è davvero bravissimo, come tutti del resto. Ma dimmi, hai forse un prossimo progetto in cantiere?”.

“Sempre se ne avrò la possibilità, mi piacerebbe realizzare, sia come regista che come protagonista, ‘Sabato, domenica e lunedì'”.

“Allora auguri per questa ed altre avvincenti e future rappresentazioni”.

                                                                              Elisabetta Ciavarella

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