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VITO È IN ATTESA DELL’ULTIMA SPERANZA | La Gazzetta di San Severo
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VITO È IN ATTESA DELL’ULTIMA SPERANZA

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La vita a volte prende delle pieghe inspiegabili e la cosa peggiore è trovarsi un giorno in una situazione in cui non poter riuscire a trovare una soluzione, a causa del fattore economico.
Sì, perché il vile denaro, spesso disdegnato per il suo valore effimero, sul versante SALUTE invece SERVE.
Eccome se SERVE!

E lo sa bene chi si ammala di patologie gravissime le cui cure che rimandano alle ultime speranze, arrivano alle stelle.
Una realtà durissima con cui bisogna fare i conti.
“Mi posso salvare se riesco ad assumere un FARMACO COSTOSISSIMO, MA se non posso acquistarlo o nessuno mi aiuta, NON MI SALVO…”
La tristezza che sale alle stelle a causa dell’IMPOTENZA UMANA IN UNA SOCIETÀ CHIUSA ED INCATENATA AD UN VILE SISTEMA.

Arriviamo a lui, Vito, cittadino sanseverese affetto da un carcinoma squamocellulare sottomandibolare e alla laringe, in attesa di una cura che possa salvarlo.

La moglie Livia DE CESARE (su Facebook Livia DC), era ricorsa ad un appello pubblico con una richiesta di aiuto economico.

Capita però che nell’immediatezza degli eventi, soprattutto fatali come questo, non si pensino ad alcune circostanze che alla fine, per alcuni, possano essere considerate indegne di attenzione, come la presenza di un’agenzia preposta ad intermediare la vicenda (con i suoi costi) e non tutti possono avere poi quella lucidità, in simili momenti, di riuscire ad organizzare una richiesta di aiuto in modo perfetto, se non indirizzati ed assistiti in questo iter complesso di procedure.

E quella di LIVIA è una famiglia come tante, di semplici ed umili cittadini, meritevoli di attenzioni.

La donna aveva pubblicato una raccolta fondi per ricevere un aiuto:
“TUTTI UNITI PER VITO”.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=167452061075917&id=100034333718921

Vito in questi giorni è stato trasportato, con un mezzo messo a disposizione dal Comune e su iniziativa del Sindaco MIGLIO, all’ospedale di Vittorio Veneto, dove è ora ricoverato presso l’unità operativa di otorinolaringoiatria, diretta dal dr. Giuseppe RIZZOTTI e che si è aggiudicata due dei tre premi annualmente assegnati dalla società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale.

Dunque Vito si trova in una delle strutture migliori italiane, dopo un lungo travaglio che Livia così descrive:
“Il tumore gli era partito alla lingua ed allo stomaco.. poi è passato alla mandibola, continuando a diffondersi… In 9 mesi abbiamo girato dappertutto, dove abbiamo ricevuto sempre la stessa risposta e cioè che in Italia non ci sono cure mirate per casi come il suo”.

“POSSIBILE LIVIA CHE NON ESISTA UN’ULTIMA SPERANZA?”.
“La situazione oggi è questa.
I medici lo hanno messo in stato terminale e, valutando la TAC, hanno dichiarato che operarlo vorrebbe significare ucciderlo e non possiamo permettere che da quella sala operatoria non esca più vivo!”.

Livia è disperata ed i suoi toni fanno rabbrividire, non solo per le emozioni che trapelano, ma anche per la rabbia.

“COSA TI LASCIA SCONCERTATA?”.
“È LA CATTIVERIA di alcuni a causarmi sgomento!
Non basta che la situazione sia davvero tragica, ma che poi certa gente continui a pensare che noi in Italia non abbiamo chiesto o non ci siamo mossi abbastanza per Vito….
Cosa ne sanno di tutto ciò che abbiamo passato e stiamo continuando ad attraversare? Le pene quotidiane della nostra famiglia! I miei figli per quattro mesi hanno dovuto mancare da scuola l’anno scorso e solo che penso che quest’anno già inizieranno con le assenze perché verranno qui in ospedale a trovare il papà…ci sono tante problematiche e vivere situazioni drammatiche come queste, implica uno stravolgimento straziante della propria vita. Non capisco l’accanimento e trovo ingiusto chi debba permettersi di insultare riguardo la veridicità della situazione di Vito. Si tratta di CATTIVERIA GRATUITA. Non tutti sanno che tecnicamente ci sono dei tempi e molto probabilmente se una cura si trova, in quanto già un’altra persona affetta dalla sua patologia, addirittura in coma, si è curata e si è SALVATA, occorrono fondi. Adesso muovere Vito dall’ospedale di Vittorio Veneto è pericolosissimo ed i Medici hanno le mani legate e forse andando all’estero, come in Germania, (aggiungo che non dispone del passaporto) potrebbe seguire una ‘TERAPIA MIRATA’, la cui degenza però si aggirerebbe intorno ai due-tremila euro al giorno. Noi abbiamo ricevuto ed abbiamo a disposizione pochissimi fondi e c’è qualcuno che asserisce di donare il proprio contributo quando conoscerà la terapia esatta! Sono 10 giorni, se non di più che ho pubblicato una richiesta di aiuto ed il farmaco per salvarlo costa dai 300.000 euro in su. Martedì avremo la risposta definitiva, muovendoci con un’agenzia e certificando il tutto, così che critiche e malignità possano dissiparsi”.

“LO SPERIAMO LIVIA E AUGURIAMO TUTTI CHE UN’ULTIMA SPERANZA PER VITO POSSA BRILLARE”.

Del resto si sa che nessuno di fronte a tali Mali o Avversità può rendersi grande e chi non dispone di mezzi e risorse, a volte deve combattere anche contro i pregiudizi.
Ma a questo è meglio non pensare.
La VITA DI OGNUNO È TROPPO PREZIOSA.

Elisabetta Ciavarella