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“ATTENTI AL CANE” un’ordinanza che fa discutere

CAVE CANEM O CAVE HOMINEM?
“ATTENTI AL CANE”, recita la scritta su uno dei più celebri mosaici pompeiani.
Ma non è questo il messaggio dell’Ordinanza Sindacale n. 121 del 17.06.2016.
Infatti, in premessa, vengono citate una serie di norme (Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo, Legge regionale per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo, ecc.) che la fanno apparire quasi come un’apologia del “cane padronale” che ha avuto la sciagura di incappare in un detentore scellerato. Il che, in diversi casi, può anche essere vero, ma, come in ogni cosa, non si può generalizzare.
La cultura animalista e ambientalista è molto cambiata anche nel nostro territorio; potremmo dire che anche qui ci si è ‘evoluti’.
Dati Eurispes 2016 confermano che il miglior amico degli italiani resta il cane (60,8%) e che quasi la metà della popolazione vive con un animale domestico. Quindi in qualche modo dobbiamo fare i conti con il fatto che il cane è parte integrante della vita di tanti, ma proprio tanti!
Ma torniamo all’ordinanza. Ferme restando le regole del vivere civile, ci preme fare alcune considerazioni:
– si legge nell’ordinanza: “Rilevato che: il suolo pubblico o di pubblico accesso (strade, marciapiedi, portici, piazze, zone verdi, zone attrezzate per bambini, zone di accesso a scuole pubbliche e private ecc.), a causa dell’incuria dei detentori di cani, viene frequentemente insudiciato dagli escrementi degli animali, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini… (omissis)…”
​Noi detentori, civili e onesti, di cani ora ci aspettiamo:
1. un cestino ogni 100 mt. ove poter depositare i preziosi doni dei nostri amici pelosi (sapete che molti di noi hanno fatto una mappa dei cestini dislocati nell’area urbana della nostra città? Provate a farvi un giro nelle periferie e diteci quanti ne trovate!);
2. un’analoga ordinanza contro coloro che insudiciano il suolo pubblico (e il verde pubblico) con sacchetti di immondizia, cicche di sigaretta, cartacce, tovaglioli, bicchieri e piatti di plastica, lattine, bottiglie e deiezioni umane (potremmo fornire una dettagliata mappa anche delle zone della città in cui è possibile ‘esercitare’ queste funzioni fisiologiche);
– si legge nell’ordinanza: “VIETARE l’accesso ai cani, anche se custoditi, nelle aree destinate ai giochi dei bambini”.
Ma come? L’Amministrazione ha mostrato interesse ed entusiasmo per il progetto “Zero cani in canile”, che incentiva le adozioni e si pone l’obiettivo di mostrare l’utilità sociale degli animali, dando loro un ruolo attivo nella società e poi con un’ordinanza ‘discrimina’ gli animali e coloro che li posseggono?
Già immaginiamo la scena: mamma, papà, bambini e un cane… ma no! Oggi si va al parco giochi (quale?!?) e Fido resta a casa o in macchina (al caldo), con buona pace di tutte le teorie zooantropologiche di etologi e comportamentalisti, di tutte le chiacchiere sul rapporto uomo – animale – ambiente e di tutte le pratiche di accoglienza di animali da compagnia (sempre più diffuse) in strutture ricettive, ristorative, luoghi pubblici e via dicendo. Solo qualche giorno fa il web festeggiava il “DOG OFFICE DAY” (in Italia ci sono iniziative in tal senso in città come Roma, Torino, Genova, mentre in altri stati la presenza di animali da compagnia negli uffici è un’abitudine), ma qui da noi, in perfetta controtendenza, cerchiamo di far di tutto per abortire qualunque iniziativa “Animal Friendly”.
In conclusione, signor Sindaco, crediamo che i contenuti di un’ordinanza come questa debbano sì far riferimento a norme sul vivere civile che vietino e sanzionino comportamenti poco ‘urbani’, ma non possano avere toni “esclusivi” nei confronti di una fetta sempre più grande di popolazione, alla quale a priori si attribuiscono azioni che contravvengono a leggi e norme.
Noi dell’associazione CoscienzAnimale Onlus (membri anche del Comitato Spontaneo Amici dei Randagi) qualche idea (e qualche competenza) ce l’avremmo… se solo volesse ascoltarci…

​CoscienzAnimale Onlus

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