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REPORTAGE SERATA EVENTO VENERDI 18 NOVEMBRE 2016 SAN SEVERO WINTER JAZZ FESTIVAL

Ospite d’eccezione di questo secondo appuntamento:

<< CON ALMA TRIO >>

featuring:

Vito Di Modugno: organo Hammond,
Guido Di Leone: chitarra,
Mimmo Campanale: batteria.

L’Organo Hammond, un capolavoro d’ingegneria elettromeccanica applicata al suono che dal 1935 continua ad essere oggi un sistema di diffusione sonora per la sua vivace espressione musicale che non accenna ad esaurirsi.

Naturalmente volendo parlare in ambito jazz dei grandi padri di questo strumento musicale, dobbiamo dare merito e ricordare innanzitutto nomi come Brian Auger, del bopper Larry Young, Lonnie Smith, Jimmy Smith, considerato quest’ultimo il padre della concezione moderna dell’organo nella musica afroamericana, dei giovani solisti italo-americani Joey De Francesco e Tony Monaco.

Giusta e meritata attenzione anche per l’hammondista barese VITO DI MODUGNO che venerdì sera ha ancora una volta dimostrato di essere dotato di eccezionali qualità tecniche come si conviene, d’una sbalorditiva fluidità alla pedaliera e sulla tastiera da produrre un suono tondo, corposo, graffiante, un suono consolidato da una robusta radice bop, profondità di pensiero musicale e grande fantasia nel rimaneggiare gli standard facendo leva sui gangli armonici.

Questo, quanto sono riuscito a percepire venerdì sera al Caffè Tra Le Righe@Spazio Off che ha registrato il secondo sold-out per questo secondo appuntamento del San Severo Winter Jazz Festival – Edizione 2016/17.

Vito Di Modugno vanta una brillante carriera musicale, mai fermo, sempre in giro per il mondo con i grandi del jazz internazionale, da essere stato eletto tra i migliori organisti al mondo dalla rivista americana “Downbeat”.
Lo stesso dicasi per la rivista “Musica Jazz” che lo ha inserito tra gli specialisti dell’organo hammond dedicandogli uno speciale inserto con cd dedicato alla storia di questo strumento e, risultato continuamente vincitore nel 2011, 2012 e 2014 del Jazzit Award come migliore organista italiano.

Non a caso questo splendido trio si chiama Con Alma, non solo in virtù del loro ultimo lavoro discografico che gira intorno alle atmosfere musicali di quel celebre brano del 1954 di Dizzy Gillespie che si chiama Alma, ma e soprattutto per la caratteristica di questo loro progetto musicale denso della più importante matrice jazz che si chiama SWING, in compagnia di una superba e smagliante tecnica di esecuzione dei brani che ci hanno fatto ascoltare venerdì sera insieme alla chitarra di Guido Di Leone e Mimmo Campanale alla batteria.

Sin dall’esecuzione del primo brano ci siamo trovati di fronte un trio sanguigno, swingante, immediato nella fruizione, da un cuore soul, profondo, che si esprime attraverso le liriche superbe dell’hammond con i brani Gilda, Kynard a firma di Di Modugno, Blue Night e Mingus con il suono elegante e latineggiante della chitarra a firma di Di Leone, il divertente calypso e danzante Maki Papi di Campanale, ed ancora Red’s Blues, Bi-Solar, Who Can I Turnr To ed altri ancora.

Circa un’ora e mezza di grande jazz tra cover e composizioni originali a firma di Vito, Guido, Mimmo e Jerry Bergonzi, presente solo nel disco, pronti a dare la sensazione di voglia di divertirsi.
Un elemento quest’ultimo che, come ebbi modo di scrivere in un mio precedente comunicato stampa, è molto determinante al fine di rendere gioiosi anche gli ascoltatori e trovarsi di fronte ad un jazz
“ gioioso “ del passato di cui sentiamo la necessità di recuperare.

Tutto sommato, un concerto “ Con Grande Alma “ –

Antonio Tarantino
Direttore Artistico San Severo Winter Jazz Festival
Presidente Associazione Amici Jazz San Severo.

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