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Il pensiero di Mons. Renna sulla festa della mamma

Ricordo un antico aforisma ebraico che, più o meno, asseriva: “Dio non poteva essere dappertutto, così ha creato le madri”. Imperfetto e inaccettabile nel suo contenuto teologico, il detto sottolinea da una parte la tenerezza di dio e dall’altra la importanza delle madri, la loro relazione profonda e viscerale con i figli che, come dichiara la protagonista di “Filumena Marturano”, “sono piezz ‘ core”. Senza lasciarci prendere da sterili sentimentalismi e, quindi, scivolare in sviolinature di parole dolciastre, ci chiediamo:”Quale è l’origine della festa? Quale, il suo significato?” In wikipedia si parla “di festa costruita a tavolino” e celebrata per la prima volta in Italia il 24 dicembre del 1935”. Qualcuno, fantasiosamente, ha arguito che con essa si volle celebrare “la madre Maria” alla vigilia della nascita del suo unigenito Cristo Gesù”. Altri videro nella festa la volontà del fascismo di premiare le madri che avevano avuto più figli. Sta di fatto che per lungo tempo a quella prima celebrazione non ne seguirono altre fino al 1956 quando Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera con Giacomo Pallanca decisero la celebrazione della festa della mamma nella seconda domenica di maggio. L’anno successivo un parroco, don Otello Migliosi, dette alla festa un significato fortemente religioso. Nelle feste, innegabilmente, c’è sempre il rischio dell’ipocrita commuoversi e del dono di un fiore o altro come gesto “pro forma”. Non si può ovviamente fare di ogni erba un fascio e il ricordarsi, in modo speciale, quel giorno della propria mamma e di tutte le mamme del mondo è significativo di sensibilità umana e di gratitudine verso coloro che generano la vita. Questo, però non impedisce di stigmatizzare certi comportamenti lesivi della dignità e della vita stessa delle donne che vanno rispettate nella loro dignità e femminilità. L’escalation di femminicidi stride terribilmente con certe forme celebrative dell’universo femminile alle quali conferisce giustamente l’etichetta dell’ipocrisia. E’ doveroso anche sottolineare che nella nostra “bella” Italia mancano infrastrutture e non si vedono significative scelte politiche che sostengano le donne e, specialmente, la maternità. Volesse il cielo che la nostra Nazione fosse non solo “bella” ma anche ricca di tutto quanto serve a rendere bella la vita degli italiani. Qualcuno ha scritto che “nascere donna e diventare mamma hanno in sé molta prosa e poca poesia”. Ne sanno qualcosa quelle donne e quelle mamme che vengono sistematicamente maltrattate dai loro mariti o compagni e dagli stessi figli, nonché ignorate dalle istituzioni sociali. Spuntano, qua e là, iniziative disarticolate in difesa della donna; ma, al tempo stesso, si susseguono episodi di violenza, di oltraggio, e di soppressione di donne e di mamme. In un contesto del genere, che significato si può dare alla “festa della mamma”. Ciascuno ha nella mente e nel cuore l’immagine della propria genitrice e, per l’occasione, pensa al dono di qualche oggetto o di fasci di fiori. Le mamme vanno venerate sempre, perché la “festa” sincera espressione di sentimenti filiali. Nel vari talk-shows si parla spesso di maternità biologica senza altra aggiunta, se non quella dell’anaffettività, dell’abbandono dei figli mentre si va alla ricerca di nuovi lidi, e di tante altre cose e casi del genere. Indubbiamente sta diventando sempre più difficile il “mestiere” dei genitori e specialmente delle madri che, a volte, devono anche svolgere la funzione propria dei padri. A complicare le cose concorrono, in misura abbastanza vasta, anche i “social”. Non si riesce a capire dove si stia dirigendo l’umanità; per quali sentieri intenda camminare; quali orizzonti voglia raggiungere. Sembra tramontata l’epoca dei sentimenti, mentre trionfa la logica dell’usa e getta. Nei dibattiti mediatici non è raro costatare la meraviglia in alcuni, uomini e donne, quando si difende la “famiglia tradizionale”, con un papà, una mamma e la loro progenie. Oggi sono di moda altri modelli di famiglia, nei quali resta sfumato il ruolo della madre. urge allora una drammatica domanda: che futuro ci attende? Ai mariti e papà: rispettate le vostre mogli e le madri dei vostri figli! Ai figli: vogliate bene alle vostre mamme, che sono la fonte della vostra esistenza. Alle mamme: rispettate e vivete la vostra femminilità; non svilite la maternità e difendetela, nei modi più opportuni, da coloro che vorrebbero saldare il debito di gratitudine con una festa e poi mettervi da parte, ignorarvi, umiliarvi, se non peggio ancora. Stringete alleanza in difesa di voi stesse contro una mentalità strana ed endemica che svuota di senso e di valore quello che siete e fate di bene, procreando, educando, accompagnando i vostri figli. Tanti auguri, mamme, non solo oggi, ma sempre per tutta la vostra vita! La vostra festa viene celebrata nel mesi dedicato a Maria,”la madre per eccellenza”, Colei che ai piedi di una croce sulla quale moriva Cristo, accettò la maternità universale. Ella è “la mamma delle mamme e dei loro figli”; fatevela sempre più amica, sentitela vicina nei momenti di gioia e di prova: saprà darvi coraggio e forza per svolgere il vostro ruolo,anche “nonostante tutto”.

+ Lucio M. Renna

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