Cultura

23 MARZO 1848: NASCITA DEL TRICOLORE DELLA PATRIA

Con proclama del 23 marzo 1848, S. M. il Re CARLO ALBERTO statuì: “per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana vogliamo che le nostre truppe (…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera Tricolore Italiana”. Non è chi non veda che la nascita della nostra bandiera nazionale risalga esclusivamente al proclama del Re, passato alla storia per aver, primo sovrano, concesso la Costituzione ed ancora per la disfatta della battaglia della Bicocca “l’infausta Novara” dovuta in verità sia alla superiorità numerica delle truppe austriache, sia al comportamento del generale GEROLAMO RAMORINO, che disobbedendo agli ordini, non aveva occupato le posizioni assegnate. In precedenzarepubbliche rivoluzionarie come quelle Cisalpina e Cispadana avevano innalzato bandiere simili. Si trattava di repubbliche locali sostanzialmente di ispirazione giacobina quindi francese ed in particolare di NAPOLEONE BONAPARTE, aventi tutte comunque origine dalla Rivoluzione Francese che alle chiese date alle fiamme aveva sostituito L’ALBERO DELLA LIBERTÀ. Il tricolore di CARLO ALBERTO è ben diverso, è simbolo di riscossa ed unità nazionale da Milano a Palermo, da Venezia a Roma: vuol rappresentare l’ardente desiderio di tutti gli Italiani per una Patria unita. Con la proclamazione del Regno d’Italia avvenuta il 17 marzo 1861 per consuetudine viene utilizzatoil tricolore italiano a tre bande verticali recanti al centro sovrapposto lo scudo della dinastia regnante con la bordatura di azzurro onde evitare che la croce ed il campo dello scudo si confondessero. La legge del 24 Dicembre 1925 n. 2264 che aveva convertito il Regio Decreto 2072 del 24 Settembre del 1923, definiva i modelli delle bandiere: nazionale senza corona, di stato con corona. L’avvento del nuovo regime istituzionale con apposito D.L.P. del 19 Giugno del 1946 statuiva l’assetto dell’attuale bandiera italiana, mutilandola dello scudo sabaudo e della corona reale. L’Assemblea Costituente, presieduta da RUINI, con applausi prolungati confermava la riformata bandiera come del resto prevista all’articolo 12 della Carta Costituzionale in vigore.La bandiera resta quindi simbolo unitario della Patria, sacro drappo per il quale sono caduti i migliori figli in epoche e circostanze diverse, tutti comunque affratellati nel tener fede al giuramento prestato ed onorare le virtù patrie. Facciamo garrire il nostro glorioso Tricolore non soltanto nei momenti esaltanti di una vittoria di campionato mondiale, ma anche e soprattutto nelle solennità civili dell’Italia, a partire dalla sua proclamazione quale stato unitario avvenuta il 17 Marzo 1861 per terminare il 4 Novembre di ogni anno, giorno della vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale che ha visto riunire città irredente come Trieste alla Madre Patria. Con lo sventolare del nostro Tricolore dalle finestre e balconi mostreremotutto intero l’orgoglio di sentirci Italiani, eredi di quella Civiltà che è stata e che, per taluni versi lo è ancora, Maestra e Guida per i tanti popoli del mondo.

MATTEO CALVANO

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