25 Aprile a San Severo. La memoria che resiste, la libertà che si pratica

Il 25 aprile non è una ricorrenza da calendario: è una scelta, rinnovata ogni giorno. È la memoria della libertà conquistata che continua a interrogarci, a chiederci presenza, responsabilità, coraggio.
A San Severo questa data torna a essere spazio pubblico e vissuto collettivo: il corteo del mattino come gesto civile e consapevole, il pranzo condiviso come pratica concreta di comunità, e nel pomeriggio le piazze che si riempiono di musica, sport, arte e partecipazione. Non un rituale, ma un attraversamento vivo della città.
È festa, certo. Ma è soprattutto una presa di posizione. Antifascismo non come parola evocata, ma come esercizio quotidiano di libertà, come domanda di diritti, come tensione verso una giustizia che sia davvero per tutte e tutti. È un ponte tra generazioni, che tiene insieme la voce di chi ha lottato ieri e quella di chi sceglie di non restare in silenzio oggi.
Dichiarazione di Matteo Tricarico, presidente ANPI San Severo:
«Il 25 aprile non è mai stato un punto di arrivo. È una linea che attraversa il tempo e arriva fino a noi. Oggi l’antifascismo è una pratica concreta: significa difendere la democrazia nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle istituzioni; significa non arretrare di fronte alle disuguaglianze e alle discriminazioni. Partecipare non è un gesto simbolico, è un atto politico.»
Appello alla partecipazione
Essere presenti il 25 aprile a San Severo significa scegliere da che parte stare. Significa dare corpo e voce a una memoria che vive solo se condivisa, abitare lo spazio pubblico come luogo di democrazia, riconoscersi parte di una comunità che non rinuncia ai propri diritti e li difende insieme.
Partecipare è necessario. Oggi più che mai.
Viva la Resistenza
Viva i partigiani
Viva il 25 aprile



