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A 50 anni dalla sua morte, emerge ancora nei sanseveresi la figura del sindaco, Pasquale Iantoschi

una figura straordinariamente umana e lungimirante come amministratore.

È stato ricordato in una “due giorni” di significativi eventi, Pasquale Iantoschi, a mezzo secolo dalla sua morte. Nasce a San Severo il 28 gennaio 1919, da Matteo e da Palma Maria Lorenza Berardi. Ha avuto cinque figli:Palma; Arcangela; Grazia; Matteo; Giuseppe. La sua è una famiglia contadina, numerosa e di umili condizioni. “Siamo sette figli in una sola stanza, senza una finestra. Non è ariosa e io vorrei scappare da quella casa e trovarne una migliore, ma per adesso non possiamo fare spese”, così scriveva in un compito in quinta elementare il piccolo Pasquale. La sua formazione nell’infanzia e nell’adolescenza è ispirata alla lezione e all’esempio di don Felice Canelli, straordinaria figura di sacerdote, parroco della chiesa di Croce Santa. Il suo insegnamento, praticato nell’esempio di una costante azione caritatevole, radica in Pasquale Iantoschi una salda fede cristiana e una naturale propensione al rispetto e all’amore per il prossimo. Giovanissimo viene nominato presidente del circolo cattolico “Don Bosco”. Affronta gli studi con sacrificio recandosi quotidianamente a Foggia e percorrendo in bicicletta circa 30 chilometri per frequentare l’Istituto Magistrale. Dopo il conseguimento del diploma magistrale, s’iscrive all’Università di Napoli, alla facoltà di Lingue Straniere, iniziando contemporaneamente a insegnare come docente di Educazione Fisica, prima nella scuola media e poi alle superiori. Avvertendo un forte desiderio di dedicarsi all’educazione e alla cura dei giovanissimi, approda nel 1938 alla scuola elementare. Come maestro si assume, con scelta consapevole, la responsabilità di classi formate da alunni provenienti prevalentemente dalle fasce più umili. Memore delle sue modestissime origini, si sentiva impegnato a dare il suo contributo per elevare la loro condizione culturale e sociale. Impegno che lo ispirerà costantemente nella sua attività politica e amministrativa.La seconda guerra mondiale lo coinvolge quando è agli inizi degli studi universitari. Soldato di leva della classe 1919, è arruolato con la leva del 1918 perché chiamato in anticipo. Dopo aver frequentato il corso di ufficiale di complemento, l’8 dicembre 1940 da Brindisi raggiunge in aereo l’Albania. Tenente e poi capitano di fanteria, si dedica con dedizione al suo compito, condividendo con i soldati affidati alla sua guida: lavoro, rischi, sofferenze, pericoli, disagi.Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1946, vi ha ricoperto numerosi incarichi tra cui la candidatura a deputato nelle elezioni del 1958. L’attività politica di Iantoschi emerge con forza, trovando consensi e attestazioni generali di stima. A seguito delle elezioni amministrative del 10 giugno 1962, Pasquale Iantoschi diviene sindaco di San Severo, alla guida di una giunta democristiana che ha l’appoggio della lista Torre Civica. Rieletto sindaco nel 1966, forma una giunta con i socialisti. Dal dopoguerra al 1962 l’amministrazione della città era stata saldamente nelle mani della sinistra, favorita da una solida organizzazione e dal largo consenso delle masse contadine ma ancora troppo vincolata alla propria tradizione storica e lontana dalle istanze della modernità e del nuovo sviluppo imposto dai tempi. È questo il contesto storico in cui emerge subito la figura di Pasquale Iantoschi: “Lo scopo degli eventi voluti dall’amministrazione comunale è dettato dal fatto che è ancora vivo, a San Severo, il ricordo di mio padre – ha dichiarato Matteo Iantoschi – Il suo nome è diffuso tra i giovani come quella figura di sindaco che ha ben interpretato il bene comune e la politica come servizio. Mio padre ha saputo ben intercettare l’esigenza di modernità richiesta, negli anni della sua sindacatura, dai sanseveresi. Il suo obiettivo principale è stato quello di contenere la situazione deficitaria del Comune di San Severo, senza inasprire i tributi.Negli anni ’70 ha asfaltatole strade e fatti lunghi tratti di fognatura. Ha dato sviluppo alla cooperazione vitivinicola, ottenendo la prima DOC pugliese nel 1968: San Severo DOC. Anche lo sviluppo dell’artigianato con il polo del mobile che vide la nascita delle famose Cucine Dielle. Un sindaco ‘del fare’, grazie anche alle condizioni favorevoli di quegli anni”. Le conclusioni di Matteo Iantoschi su ciò che per loro è stata la figura del padre: “Noi tutti, avevamo l’obbligo, e dico l’obbligo, di comportarci bene perché eravamo i figli del sindaco”. Il 14 settembre del 1969, ancora sindaco, stroncato da un imperdonabile infarto, termina la sua vita terrena a soli 50 anni.Tra le numerose corone di fiori, anche quella dell’On. Aldo Moro.

Beniamino PASCALE

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