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A COLLOQUIO CON LA MARCHESA CONCETTA MASSELLI

di Michele Monaco

Nel numero scorso della “Gazzetta” abbiamo pubblicato una intervista immaginaria a GIANNI RODARI. Sembra che questa formula sia apprezzata dai Lettori. Allora mi permetto di proseguire con personaggi anche della nostra città e della nostra storia. Vi propongo una intervista immaginaria, virtuale, ad una  personalità come DONNA CONCETTA MASSELLI, MARCHESA DI GRUMO, un nome entrato ormai nell’immaginario collettivo del popolo sanseverese. Ed ecco il testo dell’intervista:

SIGNORA MARCHESA, I LETTORI VORREBBERO CONOSCERLA MEGLIO…

“Nulla in contrario…Ma la prego, non mi chiami Marchesa, non è il caso. I titoli nobiliari non si usano più, non siamo più nell’Ottocento. Mi chiami CONCETTA o CONCETTINA, come mi chiamavano tutte le mieamiche e il personale dell’Istituto.

COME VUOLE, ANCHE SE TUTTI IDENTIFICANO L’ISTITUTO COME “LA MARCHESA”.

Ah, si? Ebbene sappia che per più di un secolo moltihanno inteso la Marchesa” come un luogo di emarginazione e di abbandono. Io lo intitolai: ASILO INABILI AL LAVORO, oggi ha il titolo di “CASA DI RIPOSO”. E voglio anche chiarire, visto che ci siamo, che io mi chiamo CONCETTA CARACCIOLO e provengo dal Comune di Grumo Nevano (provincia di Napoli),sposata con FRANCESCO MASSELLI.


SIGNORA, ORA CAPISCO QUANTO SI DICE DI LEI…

Cioè, cosa si dice? Sentiamo…

CHE LEI È UNA DONNA DI FERRO IN GUANTI DI VELLUTO, UNA DONNA FORTE, DECISA!

Ebbene, devo confessare che, essendo rimasta vedova, ho dovuto fare tutto da sola per ottenere che nascesse questo Istituto, questo Asilo per i poveri e gli anziani di San Severo. Pensi che avendo devoluto tutti i miei averi per la costruzione di questa opera ho dovuto portare avanti una  lunga e dolorosa causa al Tribunale di Bari contro i miei fratelli e i miei nipoti. Ma alla fine ho vinto io e ho donato tutto a questa meravigliosa città e allepersone in difficoltà.

CHISSÀ COSA LE È COSTATO QUESTO SUO ATTO DI MECENATISMO IN TERMINI ANCHE PERSONALI E AFFETTIVI. TUTTO QUESTO  RENDE LA SUA OPERA E LA SUA FIGURA ANCORA PIÙ SPECIALI NELLA MEMORIA STORICA DI SAN SEVERO…

Si, però, non ho rimpianti, né rimorsi.  Pensi che ho persino ottenuto per il mio Istituto il riconoscimento giuridico di ENTE MORALE con un Decreto del  Red’Italia nel 1905. E un’altra cosa tengo a dire: sono riuscita a far costruire tutto l’Istituto in soli tre anni, dal 1899 al 1902 anno dell’inaugurazione.

LEI, SIGNORA, SULLE FOTO APPARE CON UNO SGUARDO DOLCE, MA DA QUESTA INTERVISTA EMERGE IL SUO TEMPERAMENTO E LA FIGURA  DIUNA GRANDE DONNA DEL ‘900.

Smettiamola con i complimenti! Piuttosto  vorreiraccomandare ai <miei sanseveresi> e  alle istituzioni pubbliche che si faccia in modo, oggi, a distanza di oltre un secolo, che questo istituto sia sempre  rispettato e gestito con  passione e amore verso chi lo frequenta.

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