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A COLLOQUIO CON LA SEN. ANNAMARIA FALLUCCHI. “San Severo e la Capitanata, un territorio da valorizzare sotto tutti i punti di vista”

La senatrice Anna Maria Fallucchi di San Nicandro Garganico, imprenditrice agricola, è stata eletta nel partito Fratelli d’Italia alle elezioni politiche del 2022 nel Collegio 1 della Puglia. E’ Membro di diverse commissioni del Senato della Repubblica tra cui la 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica); della 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare); della Commissione parlamentare per le questioni regionali e della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Molto attenta alle problematiche del territorio riguardanti la scuola, l’agricoltura, la violenza di genere, la senatrice Fallucchi ha così risposto alle nostre domande:

Senatrice Fallucchi, Lei è tra le firmatarie di una importante proposta di legge riguardante i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) per gli studenti universitari. Quali fini si propone questa sua idea e che ricadute avrà?

Sì, il disegno di legge è a mia prima firma, presentato insieme al collega Mario Occhiuto, con il quale abbiamo lavorato in sinergia, animati dallo stesso spirito di giustizia e inclusione. È un’iniziativa in cui credo profondamente, non solo come parlamentare ma anche come cittadina consapevole delle difficoltà che tanti giovani affrontano.

In Italia, circa 350.000 studenti hanno una certificazione di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Molti di loro, conclusa la scuola secondaria, si trovano soli nel percorso universitario, privi degli strumenti e del supporto necessari. Il nostro disegno di legge nasce per colmare un vuoto normativo che oggi pesa come una zavorra sulle spalle di tanti ragazzi e ragazze che, invece, meritano di essere accompagnati, ascoltati, valorizzati.

Vogliamo estendere anche all’università le misure già previste dalla legge 170 del 2010 per la scuola dell’obbligo: strumenti compensativi, percorsi personalizzati, esami accessibili e tempi adeguati. È una battaglia di civiltà: vogliamo un Paese che non lasci indietro nessuno, che riconosca la diversità come valore e che offra a tutti pari opportunità di crescita e realizzazione.

Il nostro territorio di San Severo e della Capitanata è stato sempre a grande tradizione agricola. Olio, vino, grano rappresentano “tre gioielli” dell’agricoltura di Capitanata, ma spesso il rapporto tra qualità e prezzo non è efficace.  I prodotti raccolti che vengono conferiti alle aziende sono sottopagati e il guadagno degli agricoltori non è dignitoso. Cosa si può fare per un vero rilancio dell’agricoltura e per un marketing adeguato delle nostre produzioni?

Lo dico con orgoglio e con il cuore: sono figlia di questa terra e conosco il sacrificio di chi lavora nei campi, spesso sotto il sole cocente o contro le intemperie, con dedizione e amore. È inaccettabile che chi produce eccellenze – come l’olio extravergine, i vini autoctoni o il grano duro della Daunia – venga pagato meno del giusto.

Il Governo Meloni si sta muovendo con decisione: penso alle misure contro le pratiche sleali, al rafforzamento dei controlli nella filiera, al potenziamento dei Contratti di Filiera e di Distretto, e al Fondo per la Sovranità Alimentare.

Ma serve uno scatto in più: una strategia di marketing territoriale intelligente, capace di raccontare al mondo la bellezza e la qualità delle nostre produzioni. Dobbiamo investire su tracciabilità, certificazioni di origine, promozione internazionale del Made in Puglia. Le scuole, le comunità locali, le reti dei comuni agricoli devono diventare parte attiva di questo percorso.

Personalmente considero la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura della Capitanata una priorità assoluta del mio impegno parlamentare. Perché agricoltura non significa solo economia, ma identità, dignità, futuro.

Un altro tema molto avvertito dalla popolazione di San Severo e della Capitanata è quello della sicurezza. I nostri cittadini si sentono poco sicuri, hanno paura, ma il potenziamento delle Forze dell’Ordine sul territorio non è sufficiente. Cosa può fare il Governo che deve avere ancora più attenzione per la provincia di Foggia?

La sicurezza non è un lusso. È un diritto fondamentale. E in alcune zone della provincia di Foggia, purtroppo, questo diritto è stato messo a dura prova. San Severo ha pagato un prezzo altissimo: intimidazioni, racket, furti, una criminalità diffusa che condiziona la vita quotidiana delle persone.

Il Governo ha messo in campo il Piano straordinario per la sicurezza a Foggia, ha inviato rinforzi, ha potenziato la presenza dello Stato con la DIA. Ma serve collaborazione, serve un’inversione di tendenza che solo la comunità del territorio si può dare. Il Governo sta dando man mano degli strumenti le forze dell’ordine svolgono uno straordinario lavoro, ma tutto questo deve essere sostenuto anche dalla comunità. La vera sicurezza si costruisce con la presenza costante e capillare delle istituzioni, investendo anche nella scuola, nei centri giovanili, nella cultura, nei trasporti.

E poi serve la collaborazione dei comuni, che devono adottare piani di sicurezza urbana integrata e coinvolgere la società civile: parrocchie, comitati di quartiere, associazioni. Lo Stato deve essere più forte della paura. E io non smetterò mai di battermi affinché la Capitanata non venga mai più lasciata sola.

Un’altra piaga riguarda i femminicidi. Anche in Capitanata ci sono stati nel recente passato episodi di violenza contro le donne e violenza di genere. Cosa bisogna fare concretamente per arginare questo fenomeno?

In Italia, ogni tre giorni una donna viene uccisa. Anche in Capitanata abbiamo assistito a episodi tragici, insopportabili. Di fronte a questa realtà non possiamo limitarci all’indignazione. Occorrono leggi efficaci, strutture operative e un profondo cambiamento culturale.

Il Governo ha rafforzato il Codice Rosso, con tempi più rapidi per le misure cautelari e un monitoraggio costante dei casi a rischio. Ma dobbiamo agire prima: investendo in prevenzione, aumentando il numero di centri antiviolenza, promuovendo la formazione nelle scuole, offrendo supporto psicologico e garantendo autonomia economica alle donne che cercano di ricostruire la propria vita.

Ho incontrato e sostenuto numerose associazioni che operano in questo ambito nella nostra provincia, portandole anche in audizione nella Commissione femminicidio al Senato. La rete deve essere forte, accogliente, pronta a intervenire. Lo Stato deve essere presente, ogni volta che una donna ha paura.

Nel prossino autunno si svolgeranno le elezioni regionali in cui si dovrà scegliere il Governatore della Puglia e rinnovare il Consiglio Regionale. Quali sono secondo Lei le priorità della Regione Puglia per il futuro? San Severo potrebbe contare di più nel Consiglio Regionale dal momento che non abbiamo attualmente nessun rappresentante?

San Severo è una delle città più importanti della Puglia settentrionale e certamente merita piena rappresentanza nel Consiglio Regionale. Ma non basta esserci: servono persone competenti, appassionate, oneste, che si occupino della Capitanata a 360 gradi, senza divisioni campanilistiche. Chi ama davvero il proprio territorio sa guardare oltre il proprio comune.

Dopo dieci anni di una gestione regionale confusa e autoreferenziale, la Puglia ha bisogno di un governo serio, autorevole, libero da logiche di sudditanza verso il presidente di turno. Servono candidati che mettano la cosa pubblica e il bene dei cittadini al centro, senza calcoli personali.

Le priorità? Sono tante, troppe. Anzitutto la sanità, con un sistema oggi segnato da carenze e disuguaglianze inaccettabili. Poi le infrastrutture, soprattutto in Capitanata, che soffre un ritardo storico nei trasporti. E ancora il lavoro giovanile, la lotta alla dispersione scolastica, la valorizzazione delle aree interne. Il centrodestra avrà una squadra e un programma forte, una squadra solida, candidati seri e capaci. 

La Puglia deve tornare a guardare anche al suo Nord, alla Capitanata, ai suoi comuni agricoli, alla sua gente laboriosa e fiera. La nostra provincia è stata troppo spesso dimenticata da questa Giunta. Ecco, chiunque verrà eletto in rappresentanza della Capitanata dovrà assicurarsi che a Palazzo della Regione i foggiani non vengano più considerati pugliesi di serie B come per l’attuale Giunta. Sono certa che questo sarà lo spirito di ogni candidato di centrodestra.

Da senatrice come giudica la situazione politico-amministrativa di San Severo?

San Severo è una città ricchissima di potenzialità: cultura, storia, eccellenze produttive, capitale umano. Ma per troppo tempo è mancata una visione politica coesa, concreta, lungimirante. Quando si amministra bisogna mettere da parte l’interesse personale e scegliere sempre il bene comune.

Amministrare, per me, è una missione. E se non si affronta con questo spirito, a pagare sono sempre i cittadini. Sono certa che il centrodestra saprà offrire alla città una guida solida e affidabile, all’altezza delle aspettative.

San Severo ha bisogno di un’amministrazione che ascolti, che progetti, che dialoghi costantemente con le istituzioni regionali e nazionali. Servono servizi efficienti, sicurezza urbana, attenzione alle periferie, valorizzazione della cultura e del decoro urbano.

Da parte mia, continuerò a portare la voce della mia terra in Parlamento. Ma la vera sfida si gioca qui, ogni giorno, sul territorio, nella buona politica, nell’impegno quotidiano per i nostri giovani. La Puglia, la Capitanata, San Severo meritano di più. E sono certa che possono riprendersi il ruolo che spetta loro.

“Non mi stancherò mai di dirlo: la Capitanata ha tutto per essere protagonista. Dobbiamo solo crederci, lavorare insieme e restituire orgoglio ai nostri territori”. — Sen. Anna Maria Fallucchi.

 

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