A COLLOQUIO CON L’ASSESSORE ENZO QUARANTA «Bisogna valorizzare i piccoli borghi e le tipicità locali»
«È necessario valorizzare i piccoli borghi ed evitare che si spopolano sempre più a causa dell’inverno demografico purtroppo in atto». Lo afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Torremaggiore che abbiamo incontrato ed ha così risposto alle nostre domande:
Assessore Quaranta, stiamo vivendo un momento storico particolare, quello che i demografi hanno definito “inverno demografico” a causa della diminuzione della popolazione e la Provincia di Foggia non è esente da questo fenomeno. Come affrontarlo? E quali le prospettive future?
L’inverno demografico è un fenomeno complesso e molto preoccupante, rispetto al quale si registrano ritardi da parte del Governo, se non vera e propria arrendevolezza all’ineluttabile morte dei piccoli borghi. Il PSNAI (Piano strategico nazionale delle aree interne) è un’occasione che si potrà cogliere solo se a governarlo sarà una cabina di regia che tenga insieme tutti gli attori istituzionali, a partire dai Sindaci sui quali pendono in maniera diretta gli effetti infausti dello spopolamento; un organismo che strategicamente coordini l’investimento di risorse subito spendibili, per creare le condizioni favorevoli alla crescita e allo sviluppo sostenibile, partendo dalla tutela del ricco patrimonio paesaggistico vero punto di forza delle aree interne della provincia di Foggia.
Purtroppo con lo spopolamento molti piccoli borghi della nostra Provincia stanno soffrendo. I giovani vanno via e le persone anziane sono sempre più numerose e soprattutto necessitano di assistenza. Lei come vede questa situazione?
La contrazione delle nascite, l’emigrazione dei giovani e il conseguente invecchiamento della popolazione purtroppo sono fenomeni di valenza nazionale, che nei piccoli borghi si traducono in vera e propria emergenza. A rischio scomparsa è l’identità stessa dei territori con le loro peculiarità che da sempre invece hanno caratterizzato la vera ricchezza del Paese. È necessario mettere in campo ogni azione strategicamente utile non solo a garantire la costanza, ma anche la qualità dei servizi essenziali per gli anziani e non solo. La sostenibilità di servizi come scuola, sanità, trasporti, sicurezza costituiscono la vera sfida di visione. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci all’idea che non sia possibile un modello alternativo di sviluppo, che favorisca il ripopolamento e attragga i giovani e le loro legittime aspirazioni. E quindi è necessario ripensare il modello di erogazione dei servizi nei territori a bassa intensità. Nel campo dell’istruzione, ad esempio, bisogna puntare anche attraverso l’uso di metodi innovativi come la didattica digitale integrata e il blended learning, per garantire un’offerta educativa stabile anche dove non si raggiunge il numero minimo di alunni. Sul fronte sanitario, è indispensabile investire anche attraverso la telemedicina e le reti digitali di assistenza territoriale, per fornire cure di base e specialistiche anche a distanza, senza obbligare le persone a spostamenti impossibili.
Cosa possiamo fare per valorizzare al massimo i piccoli borghi che rischiano di scomparire. Quali attrattive per rilanciare il turismo e l’economia locale? Una prospettiva potrebbe essere la valorizzazione del marketing territoriale soprattutto per l’agricoltura, fiore all’occhiello per
Torremaggiore e San Severo. Che ne pensa?
La valorizzazione dei piccoli borghi è un tema fondamentale sul quale poggia quello più complesso della tutela dell’identità stessa di un territorio. Paesaggio, storia, cultura, tradizioni, varietà delle attività antropiche, patrimonio enogastronomico, sono i pilastri che hanno valso all’Italia il meritato titolo di Bel Paese, da questi bisogna partire per mettere a punto strategie di sviluppo sostenibile che mirino a rilanciare il turismo e l’economia locale, adottando un approccio integrato che tenga conto sì delle caratteristiche uniche di ciascun borgo, senza tuttavia tralasciare l’importanza di mettere in rete territori omogenei, in una prospettiva di reale condivisione di percorsi e strategie unitarie di sviluppo. Faccio un’esempio reale, Torremaggiore e San Severo insieme a San Paolo di Civitate condividono il forte legame alla famiglia dei Principi di San Severo De Sangro cui devono l’eredità di un significativo patrimonio che va valorizzato seguendo una narrazione comune proprio come si sta già provando a fare con la Peranzana, cultivar d’oliva importata dalla Provenza proprio dai Principi, da cui si estrae un olio extravergine d’oliva di eccellenza che può rappresentare un volano di sviluppo dell’economia agricola per l’intero comprensorio
Nel prossimo autunno ci saranno le elezioni regionali per eleggere il nuovo Governatore della Regione Puglia e il nuovo Consiglio Regionale. Come vede questa nuova tornata elettorale e per il nostro territorio che impatto avrà?
Le elezioni regionali del prossimo autunno costituiscono un’importante occasione per confermare il notevole lavoro svolto dalle passate amministrazioni, ma al contempo per provare a intervenire sulle criticità e l’irrisolto, primo fra tutti lo stato di effettiva marginalità di alcuni territori rispetto ad altri, di cui la provincia di Foggia ne è la testimonianza plastica, mentre l’Alto Tavoliere insieme ai Monti Dauni e l’area di Lucera di fatto risultano essere una periferia della periferia della Puglia. Provare a correggere questo dislivello, attraverso l’indicazione di una rappresentanza consiliare territoriale adeguata e autorevole, che si faccia portavoce attiva delle legittime istanze di ascolto e riscatto, è urgente e necessario per agganciare alla locomotiva Puglia anche questo pezzo strategico della Regione.
Il Comune di Torremaggiore ha realizzato numerosi eventi culturali di grande respiro. Ce ne può citare alcuni che ritiene meritevoli di nota per lo sviluppo della città e del territorio circostante?
Torremaggiore sta vivendo un grande momento di rinascita grazie ad una puntuale programmazione di valorizzazione del patrimonio monumentale e culturale cittadino. Da Economista prestato alla Cultura, insieme a tutta l’amministrazione comunale e all’ottimo lavoro degli uffici, abbiamo messo in campo un piano di investimenti significativo per trasformare il Castello Ducale De Sangro in hub culturale capace di ospitare eventi di rilievo nazionale ed internazionale come la Mostra di “Banksy or Not Banksy” e la Mostra “Dal Cristo Bruciato al Cristo Rivelato” con un ritorno numerico di visitatori importante. Lo stesso accoglie festival concertistici e teatrali di livello, convegni ed eventi di valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale, laboratori di lettura nell’ambito del programma “Città che legge”. Importantissima è “Suggestioni Subflore” una rassegna di eventi di valorizzazione delle nostre origini federiciane e di Castelfiorentino, luogo in cui il Puer Apuliae morì nel 1250. Riconosciuta e finanziata anche da Regione Puglia, la stiamo istituzionalizzando per ancorarla in maniera indissolubile alla nostra identità. Un grande fermento unito a un rilevante patrimonio materiale che ha consentito al Comune di Torremaggiore di ricevere il prestigioso titolo di Città d’Arte da Regione Puglia, che apre a importanti prospettive di sviluppo di un asset altamente strategico, quello della promozione turistica del territorio.



