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A Lucera è ancora PrimaVera: a teatro con Fabrizio Gifuni, direttore artistico del Garibaldi.

Dopo lo stop imposto dalla pandemia, a Lucera è ancora “PrimaVera” grazie alla stagione teatrale 2022. Sotto la direzione artistica, per il sesto anno consecutivo, di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio, il 14 aprile scorso ha preso il via la stagione di prosa del Comune di Lucera, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Ad aprire la rassegna, Lino Musella, autentico talento della scena italiana, tra i più apprezzati della sua generazione, che è tornato in città dopo il grande successo di pubblico riscosso la scorsa estate all’Anfiteatro Augusteo.  Vincitore nel 2019 del Premio Ubu come migliore attore, Musella è fra gli interpreti di due dei film più importanti di questa stagione, “È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino”, candidato all’Oscar come miglior film italiano, e “Qui rido io” di Mario MartoneI.

Fabrizio Gifuni continua a rendere omaggio alle sue radici, Lucera. Quali sono i ricordi legati alla città e a questa terra? 

Sono ricordi vivi e in continuo movimento. La casa di Corso Garibaldi con i suoi tre secoli di storia familiare resta il centro da cui tutto si irradia. Ai ricordi della mia infanzia e della mia adolescenza si sono sommati, negli ultimi decenni, quelli dell’età adulta. Appartengono di diritto ai primi, i ricordi dei miei nonni – Giambattista, il bibliotecario, storico, amico di filiosofi e scrittori, e mia nonna Concettina – e poi le feste di Natale e Pasqua, le vacanze estive… Negli ultimi decenni forse la gioia maggiore è stata quella, speculare, di far scoprire ad altri la bellezza di Lucera e di questo territorio: già diverso tempo prima di iniziare il lavoro di PrimaVera al Garibaldi, avevo fatto conoscere Lucera e i suoi tesori, il Tavoliere e il Subappennino Dauno a un grandissimo numero di persone.

Sei anni fa è diventato direttore artistico del teatro “Garibaldi” di Lucera. Una scelta che ha definito un atto d’amore, un gesto di volontariato civico per smuovere le acque: cosa intendeva esattamente?

Questo è un territorio tanto bello quanto complicato. Non è un lavoro semplice suscitare di nuovo un desiderio di bellezza e curiosità in un territorio piagato da anni di incuria e sopraffazione. E’ un lavoro lento che richiede pazienza e molte energie. Spesso noto che il problema maggiore è la distrazione. Incredibilmente, dopo sei anni, capita che ci siano molte persone che dopo aver perso uno spettacolo mi dicano per strada: “ma non lo sapevo, ma quando c’è stato?”. La gente è stordita dai propri problemi quotidiani e fa fatica ad accorgersi della bellezza. E questo ogni volta mi addolora. Anche perché questo lavoro è un lavoro collettivo a cui si dedicano moltissime persone, la maggior parte delle quali lavora come me per puro ‘volontariato culturale’.

Un’avventura, progetto ambizioso che, per certi versi, può essere considerata anche una sfida: far emergere la bellezza e la storia di una terra che ha tanto da raccontare. È così?

E’ una sfida che si può vincere solo collettivamente, dopo averne compreso il senso profondo, lavorando tutti con passione nella stessa direzione: cittadini, aziende, Istituzioni, Comune, Regione, Teatro Pubblico Pugliese. La sfida maggiore è abbattere il muro di rassegnazione. Quel senso di scoraggiamento che sembra aver attanagliato da tempo troppe persone.

07/06/2018 Roma. Letterature, Festival Internazionale di Roma, la serata inaugurale alla Basilica di Massenzio. Fabrizio Gifuni

 Sul palco del Teatro Garibaldi, grazie al suo impegno, alla sua dedizione e ad un lavoro costante, si sono esibiti alcuni tra i maggiori interpreti della scena teatrale italiana: quanta soddisfazione e orgoglio, per aver portato tante compagnie che hanno conosciuto e scoperto Lucera e se ne sono innamorate tanto da decidere di deviare i percorsi delle rispettive tournée?

Ogni volta che un’artista scopre e si innamora di Lucera sento che una parte importante di quello che stiamo facendo sta raggiungendo il suo scopo. Una volta venuti la prima volta a Lucera moltissimi artisti mi hanno chiesto: quando possiamo tornare?

I teatri sono spazi fondamentali: sono spazi che appartengono ai cittadini e ad essi vanno restituiti. Facciamo un bilancio:
30 rappresentazioni in 6 anni, oltre 50 attrici, attori e interpreti del teatro italiano, con un programma  che ha accontentato diverse generazioni. Dai grandi “saggi” come Umberto Orsini, Giovanna Marini, Isa Danieli e Piera degli Esposti, agli interpreti più affermati dei teatri nazionali come Massimo Popolizio, Maria Paiato e Luca Zingaretti. La risposta del pubblico è stata positiva? È riuscito a trasmettere la passione per il teatro e  a far rinnamorare i lucerini? 

Credo che i cittadini di Lucera e del nord della Puglia abbiano avuto in questi anni una grande occasione: moltissimi lo hanno compreso ma ancora in troppi faticano a comprendere e a godere appieno di questa luminosa opportunità. Ma ho fiducia che questo lavoro di rilancio del territorio continuerà a dare i suoi frutti.

Tra aprile e maggio, in scena altri tre spettacoli imperdibili. Vuole ricordarli lei e magari invitare personalmente il pubblico? 

Dopo il grandissimo successo di Lino Musella, è in arrivo questo giovedì Sandro Lombardi, in uno spettacolo con la regia di Federico Tiezzi tratto da un folgorante romanzo di Thomas Bernhard, assolutamente imperdibile. Poi sarà la volta di Valentina Lodovini (giovedi 5 maggio), che non ha bisogno di presentazioni, con un testo di Dario Fo e Franca Rame e infine, giovedì 19, il graditissimo ritorno della compagnia pugliese di Carlo Bruni e Nunzia Antonino che il pubblico di Lucera ha già avuto la possibilità di applaudire in un altro lavoro nel 2018. Posso solo ripetere, non perdeteli.

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