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A PROPOSITO DEI RICONOSCIMENTI DELLA MUNICIPALITÀ SANSEVERESE

di ENZO VERRENGIA

Ogni territorio ha le proprie risorse umane, tra le quali possono emergere personalità che assurgono a ruoli di spicco in tutti i campi, dall’imprenditoria alle arti, passando per la scienza e la tecnologia. I loro meriti fanno onore all’intera comunità, che ne è partecipe e condivisa. In tal senso, San Severo ha una tradizione di grandi nomi che va indietro addirittura di secoli, da ALESSANDRO MINUZIANO a LEONE MUCCI, da NINO CASIGLIO ad ANDREA PAZIENZA, solo per citarne alcuni. Li si ritrova nella toponomastica cittadina e in sculture loro dedicate. Conoscerne le vicende personali e le motivazioni, gli impulsi e lo slancio ideale e professionali che li hanno portati allo status di figure emblematiche rientra nella conoscenza della storia locale. Attraverso i tributi ricevuti con riconoscimenti ufficiali si perpetua l’eredità che lasciano ai contemporanei. A volte, si tratta anche di casi in cui non c’è la nascita sul posto, ma questa viene ampiamente sostituita da legami familiari o di altro tipo, che giustificano, ad esempio, la CITTADINANZA ONORARIA. È accaduto a FRANCO NERO, idolo del grande schermo a livello internazionale, che ha visto la luce nel parmense, da genitori di San Severo. Peccato non ci si sia ricordati prima che morisse di GIGI PISTILLI, il cui vero cognome era PISTILLO, anche lui di famiglia sanseverese. Lo stesso per altri attori meno conosciuti, di provenienza locale. A questo punto, si devono valutare i CRITERI DI ATTRIBUZIONE dei riconoscimenti ufficiali dovuti. È d’uopo l’istituzione di una COMMISSIONE AD HOC, composta da esperti esterni al mondo della politica, con competenze specifiche nei settori dei premiandi. Il loro compito è quello di valutare secondo criteri di ampio respiro la reale consistenza umana e professionale dei prescelti. Il risultato dovrebbe essere ineccepibile e del tutto svincolato dalle strutture amministrative, sia di maggioranza che di opposizione. Da questo punto di vista, San Severo ha una vasta “nomenclatura” di persone che hanno conquistato visibilità, traguardi e successi ben distanti dall’ambito prettamente locale. Alcune giovanissime. Fare nomi potrebbe dare adito alle solite recriminazioni sulla parzialità dell’elenco. O peggio, sobillare accuse di invidia e simili. D’altronde, non ce n’è bisogno: i SANSEVERESI DI QUALITÀ sono ben noti. In larga parte trascurati da quanti dovrebbero prendere atto del loro status. Adesso non rimane che riflettere in maniera ragionata ed analitica sul percorso migliore per arrivare, da parte degli amministratori, a smentire il triste adagio “NEMO PROPHETA IN PATRIA”.

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