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A San Severo serve più controllo del territorio.

di Luigi Centuori

ORA! LEGALE.

San Severo è una città con enormi problemi che riguardano l’economia, l’occupazione e l’ordine pubblico.

La fase 2 rappresenta la ripartenza dell’economia italiana,  dopo la sofferenza rappresentata da due mesi di chiusura forzata. Le imprese hanno tutto il diritto di riprendere la loro normale attività di offerta di beni e servizi, in un clima di serenità e di fiducia, perché solo così è possibile dare alla popolazione l’armonia e la gratificazione per far fronte alle loro esigenze. Ed anche per attrarre clientela dai paesi limitrofi.

Da queste pagine avevamo paventato il pericolo di una sorta di rompete le righe, con il rischio di una ricaduta dell’epidemia.

Ma il problema non è soltanto quello del distanziamento sociale. La città sta tornando ad essere terra di nessuno, a livello di ordine e sicuezza pubblica. Una città dove impera il malcostume e l’illegalità, dove fino a notte fonda ragazzi sugli scooter, alcuni senza targa, o con la bambolina appiccicata alla targa, sfrecciano a velocità folle.

In piazza Aldo Moro, qualche sera fa davanti a un locale, si è verificato un assembramento di giovani. All’arrivo della polizia, si è levato un coro di fischi contro di loro.

E questo è niente. La prospettiva è vedere il traffico indiscriminato che rallenta e blocca la circolazione, per via di coloro che osano parcheggiare in doppia fila. Le strade interne e quelle di campagna invase dai rifiuti. Senza contare l’aggressività di alcuni, che in questi giorni ha cominciato a palesarsi con atti minacciosi e discriminatori. Per non dire della criminalità che sta cominciando a mettere fuori la testa, in attesa di ripristinare il controllo sul territorio.

In un clima di caos indiscriminato, il ritorno di attività criminose, quali rapine, furti, spaccio di droga ecc. è quasi scontato, a detrimento di una ottimale ripresa dell’economia.

È il caso che a San Severo, la politica tutta, non solo le autorità di governo, approntino, di concerto con le forze di polizia, un piano di controllo del territorio, atto a garantire la presenza immediata dello stato ed un presidio di legalità per il cittadino che abbia delle necessità impellenti (si pensi alla figura del poliziotto di quartiere). Si badi, controllo del territorio (non militarizzazione, che è cosa diversa), cioè presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio, in modo da avvicinarle alla popolazione.

Il cittadino ha diritto di vivere in una comunità che lo protegga dalla logica del malcostume e dove si senta libero di svolgere le sue sacrosante attività. Senza controllo non c’è crescita e come detto, l’economia per ripartire ha bisogno di legalità a tutto tondo. E adesso è il momento giusto!

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