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‘A SSCÈNDË Î MÒNËCHË

di Michele Monaco

Non c’è sanseverese che non conosca o che non abbia mai attraversato quel tratto di strada in basolato che conduce (giungendo da Piazza Municipio) diritto all’ex-monastero delle Benedettine (da tanto sede del plesso scolastico ‘San Benedetto’). Nelle notti d’estate, allo scoccare delle ore due, scandite dai rintocchi dell’orologio-torretta di Palazzo Celestini, è possibile che lungo quella discesa si possa intravedere l’ectoplasma di DONNA FILOMENA de AMBROSIO, suora di clausura dell’ex-Monastero delle Benedettine. Sembra che si aggiri con discrezione nei pressi della Chiesa di San Lorenzo. Suor FILOMENA (1809-1885) pur essendo inavvicinabile – anche per il più ostinato cacciatore di fantasmi – non ha mai eluso la curiosità dei suoi concittadini. Infatti ha lasciato un manoscritto nel quale ha ricostruito le vicende storiche del suo Monastero. Il testo integrale del suo manoscritto lo si può trovare presso la Biblioteca Comunale, oppure pubblicato sul libro “Il Monastero delle Benedettine”, autore GIOVANNI CHECCHIA de AMBROSIO. In quel manoscritto si legge che la comunità delle suore -sin dal 1583- era composta dalle giovani donne della nobiltà del luogo e dei dintorni. Suor FILOMENA fa risalire il progetto del nuovo monastero al 1738, poiché il precedente risentiva del noto, catastrofico terremoto del 1627. Nell’arco del 1700 fu completato il monastero in tutta la sua ampiezza e in tutto il suo splendore con l’arrivo del prestigioso architetto napoletano GIUSEPPE ASTARITA e con l’opera intelligente di AMBROSIO PIAZZA, plastificatore e stuccatore, che ha abbellito l’interno della Chiesa di San Lorenzo e la sua straordinaria facciata realizzata in marmo bianco del Gargano scolpita dallo scalpellino sanseverese FRANCESCO CERVONE. Dopo il 1861, il monastero andò incontro ad un irreversibile declino che culminò nel 1911 quando tutti i beni e l’intera struttura conventuale diventarono proprietà del Comune di San Severo. Il primo atto degli Amministratori Comunali fu quello di costruire sull’area del giardino delle suore di 1750 mq., l’attuale Teatro Comunale “G.Verdi”. A San Severo tra il XIII e il XVIII secolo vi fu una intensa concentrazione di insediamenti monastici, sia al centro che in periferia. Però nel corso degli anni si affermarono le seguenti maggiori case religiose concentrate a pochi metri di distanza: LE BENEDETTINE, I CELESTINI e I FRANCESCANI CONVENTUALI: UN TRIDENTE DI LUSSO! Queste erano le tre istituzioni monastiche più ricche e potenti della città ed esercitarono una profonda influenza sul tessuto urbano e sociale. La loro collocazione logistica segnava plasticamente un triangolo dove si condensava il centro storico, l’anima e il cuore di una comunità. Penso che il mondo della scuola debba adoperarsi per una conoscenza approfondita di questi tre ex-monasteri che ancora oggi, a secoli di distanza, costituiscono un nucleo strategico per la storia e lo sviluppo urbanistico del centro storico di San Severo.

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