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A TELEFONO CON AMLETO

Di Michele Monaco

PRONTO, PARLO CON IL GRANDE SCULTORE INTERNAZIONALE AMLETO CATALDI?

Sono io, grazie per il complimento… A che devo la sua telefonata?

LEI È L’AUTORE DEL MONUMENTO AI CADUTI PER LA PATRIA DI PIAZZA ALLEGATO: CONFERMA?

Sì, sono io. Sono anche l’autore della VITTORIA ALATA, monumento all’ingresso del Cimitero di San Severo. Mi sono sempre ispirato al “Neoclassicismo monumentale.

QUANDO FU INAUGURATO IL MONUMENTO AI CADUTI?

Esattamente il 4 ottobre del 1923.

PUÒ SPIEGARCI COSA RAPPRESENTANO LE DUE FIGURE, QUELLA DONNA AUSTERA E QUEL GIOVANE SOLDATO CON SPADA, SCUDO E IN ASCOLTO?

Le due figure simboleggiano – secondo quando sostiene PLUTARCO – il momento che precede la partenza per la battaglia di un giovane soldato di Sparta. Lei simboleggia una madre che sta sussurrando a suo figlio queste parole: ”O torna vincitore dietro lo scudo, o torna sopra di esso”. O con lo scudo in mano e trionfante, o trasportato sopra lo scudo, morto. Non c’erano alternative per un giovane allevato sin dall’adolescenza al combattimento e alla guerra, allevato al mito che gli Spartani chiamavano “La Bella Morte”. Con quel monumento ho voluto anche evocare” L’ETHOS” di Sparta. Il soldato spartano l’ho rappresentato nudo poiché – secondo la loro cultura – i vestiti portavano batteri e se delle fibre finivano in una ferita la potevano infettare in modo letale. Digiunavano addirittura la notte prima di una battaglia. In questo modo avevano una possibilità maggiore di sopravvivere a ferite addominali.

INTERESSANTE, ADDIRITTURA…L’ETHOS DI SPARTA…LA BELLA MORTE…

Già. Come vede…c’è molta materia su cui riflettere per comprendere l’enorme macchina propagandistica al servizio della politica interventista della Grande Guerra. Si contarono oltre 650mila morti, di cui 400mila al fronte, 100mila in prigionia e i restanti a causa di malattie contratte durante la guerra. Inoltre in 500mila tornarono dal fronte mutilati, invalidi o gravemente feriti e oltre 40mila con gravissime patologie psichiche dopo anni di trincea. Intanto le Scuole Medie di 1° o di 2° grado di San Severo, o le classi quinte della scuola primaria, potrebbero “studiare” questo monumento e prendere coscienza che ogni monumento della propria città va messo in sicurezza e salvaguardato dal bullismo vandalico. Ma la scuola cittadina non basta. Occorre una forte iniziativa da parte degli ENTI LOCALI. Come? Investendo risorse per promuovere la realizzazione del progetto “LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO”. Progetto già promosso e realizzato da molti Comuni d’Italia. Anche dal vostro, mi sembra…quindici anni fa.

LEI HA RICEVUTO MOLTI CONSENSI PER IL MONUMENTO AI CADUTI….

Sì ma ho ricevuto anche notevoli dissensi. Ci furono delle accese polemiche per questa opera.

MI SCUSI, MA DA CHI E PER QUALE MOTIVO?

Ci fu un esposto alla Prefettura da parte di circa 400 cittadini  che  volevano che si coprisse la nudità del soldato poiché ritenevano che la statua fosse << oscena>>. Invece il Comitato per il monumento, insediato dall’Amministrazione Comunale e presieduto dal dott. MARIO SAVINO, decise che l’opera non si doveva toccare. Il giorno dell’inaugurazione giunsero a San Severo, tra gli altri, EMILIO DE BONO, il triumviro della Marcia su Roma, CARLO BONARDI per il Ministero della Guerra, GIUSEPPE CARADONNA membro del Gran Consiglio del Fascismo.

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CI PUÒ DIRE ANCORA QUALCOSA DI LEI, SA I LETTORI SONO CURIOSI

Sono nato a Napoli il 2 novembre 1882  e morto a Roma il 31 agosto 1930.I miei genitori erano originari della Ciociaria,  emigrati prima a Napoli e successivamente a Roma. Ho studiato a Roma ed ho frequentato artisti del calibro di UMBERTO BOCCIONI. A Roma mi è stato dedicato un Largo a Villa Borghese, sul Pincio. Per il resto consulti internet. Mi saluti la cara SAN SEVERO.

 

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