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A TELEFONO CON UNO DEI TRECENTO

di Michele Monaco

PRONTO, PRONTO, SONO UNA GIORNALISTA, PER PIACERE FATEMI PARLARE CON IL SANSEVERESE RIVOLUZIONARIO VINCENZO FARINA.

Sono qui, chi mi cerca, cosa vuole sapere?

LEI È STATO UN PROTAGONISTA DEL RISORGIMENTO MERIDIONALE, UN SANSEVERESE PER L’UNITA’ D’ITALIA…

Ma come…vi accorgete solo ora della storia locale? Nelle scuole di questa città non tutti studiano la microstoria. Non tutti sanno chi sono e cosa ho dovuto affrontare.

E ALLORA CI DICA TUTTO DI LEI, CI RACCONTI DELLA SUA DRAMMATICA ESPERIENZA.

Mi chiamo VINCENZO FARINA, nato e vissuto a San Severo, mi hanno intitolato la strada proprio dirimpetto alla chiesa dei Celestini. Immagino siate curiosi di sapere perché negli anni’60 l’Amministrazione Comunale si sia ricordata di me. Ebbene vi dirò che hanno scoperto (in un verbale comunale del 21 dicembre del 1861) che ho fatto parte della sfortunata spedizione di CARLO PISACANE a SAPRI nel 1857.

LEI È HA FATTO PARTE DEI TRECENTO DI PISACANE?

Certo… ho fatto parte di quella eroica e sfortunata impresa di Pisacane, anticipatrice della Spedizione dei Mille e che gettò il seme nelle coscienze italiane verso il Risorgimento. Io feci parte dei Trecento patrioti che poi fummo immortalati nella famosa poesia “LA SPIGOLATRICE DI SAPRI” di LUIGI MERCANTINI. Quella ricordata con l’indimenticato incipit: “ERAN TRECENTO, ERAN GIOVANI E FORTI E SONO MORTI…” – “Tutto questo lo può verificare a pag.81 del libro “San Severo nel Risorgimento” di UMBERTO PILLA (ed. Notarangelo del 1978).

NON CI POSSO CREDERE, UN SANSEVERESE NELLA POESIA RISORGIMENTALE…

 <<La Spigolatrice di Sapri>> per tantissimi anni è stata costantemente inserita, quale testimonianza della poesia patriottica risorgimentale, in tutte le antologie letterarie scolastiche italiane. Ora non si trova più. Generazioni di studenti la sanno a memoria. Il poeta MERCANTINI, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Palermo, adotta il punto di vista di una lavoratrice dei campi, una testimone dello sbarco dei Trecento. Quella donna finirà priva di sensi davanti al massacro di noi giovani italiani caduti in una imboscata mortale. Ma lasciamo parlare la Spigolatrice: …<< Quel giorno mi scordai di spigolare, e dietro a loro mi misi ad andare: due volte si scontrar con li gendarmi, e l’una e l’altra li spogliar dell’armi. Ma quando fûr della Certosa ai muri, s’udirono a suonar trombe e tamburi; e tra il fumo e gli spari e le scintille piombaron loro addosso più di mille. Eran Trecento, e non voller fuggire; parean tremila e vollero morire; ma vollero morir col ferro in mano, e avanti a loro correa sangue il piano. Finché pugnar vid’io, per lor pregai; ma un tratto venni men, né più guardai: “ERAN TRECENTO, ERAN GIOVANI E FORTI E SONO MORTI…>> .

ADDIO VINCENZO FARINA, ADDIO SPIGOLATRICE DI SAPRI, LE SCUOLE DI SAN SEVERO LA RICORDERANNO…

Speriamo…mi affido ai docenti di storia.

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