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ADER ancora sconfitta: il Tribunale di Foggia annulla un’intimazione di pagamento da oltre 21 mila euro

L’ADER di Foggia soccombe nuovamente. Il Tribunale sez. lavoro accoglie il ricorso del contribuente avverso una intimazione di oltre 21 mila euro.
Questa mattina mi è stata notificata dalla cancelleria del Tribunale di Foggia sez. lavoro una nuova sentenza che vede accogliere le doglianze di un contribuente di San Severo che si era visto notificare una intimazione di pagamento che conteneva una cartella di pagamento già annullata dal Tribunale in un precedente giudizio del 2024.
La vicenda dimostra quello che, nel precedente articolo, il sottoscritto ha sottolineato: la pericolosità dell’azione esattoriale a dispetto delle pronunce giudiziali.
Anche questa volta, quindi, il contribuente è stato attento e rapido ad impugnare l’intimazione poi dichiarata illegittima.
L’ADER riteneva che l’intimazione era valida ed efficacia poiché contro la prima sentenza del Tribunale di Foggia aveva proposto appello e, quindi, essendo la questione di merito rimessa alla Corte territoriale, doveva ritenersi legittima la notificazione della nuova intimazione di pagamento.
Il Tribunale di Foggia sez. Lavoro ha, invece, correttamente affermato il seguente principio di diritto: ” …..tale intimazione trova il proprio presupposto nella cartella n. 04320080012077845000 già annullata, essa risulta priva del necessario titolo giustificativo e deve, pertanto, ritenersi affetta da un vizio sopravvenuto di legittimità.
Ad una diversa conclusione non può condurre la riforma in appello della già menzionata decisione del giudice di primo grado, poiché tale evenienza potrà eventualmente fondare la rinnovazione dell’attività di riscossione nei modi di legge, ma non può determinare la reviviscenza della cartella di pagamento in precedenza annullata giudizialmente (cfr.: Cass. civ., sez. V, n. 1090 del 19/1/2026)”.
La sentenza è la n. 2016/2026 emessa dal Tribunale di Foggia che “bacchetta” l’ADER per un comportamento a dir poco scorretto.
Il contribuente era difeso dall’Avv. Dionigi Neri che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto anche in questa occasione nonché per la corretta applicazione del principio di “causalità” e di “soccombenza” applicato dal Tribunale adito che condanna l’ADER a rifondere le spese del giudizio.



