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“Ai medici di famiglia solo 18 dosi di vaccini alla settimana per i soggetti fragili”

Credo che in queste condizioni non possiamo proseguire con le vaccinazioni.
Siamo sfiancati dal lavoro ma siamo soprattutto stremati dall’incertezza della fornitura dei vaccini.
Noi medici di famiglia di San Severo riceviamo 18 (diciotto) dosi alla settimana per vaccinare i pazienti fragili cioè i cittadini che hanno più bisogno di essere vaccinati. Numero questo assolutamente insufficiente e non sempre garantito infatti molti colleghi lamentano stop improvvisi o decurtazioni drastiche. A questo poi si deve aggiungere che molti cittadini che vanno negli hub vaccinali del Servizio Prevenzioni vengono rimandati da noi per i motivi più svariati, a volte per arbitrarie decisioni che vanno a gonfiare a dismisura le nostre liste .
Abbiamo chiesto un posto per somministrare le vaccinazioni e finalmente ci è stato concesso solo grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale che ci ha anche fornito il supporto della protezione civile ed una autoambulanza per eventuali urgenze, ma ci chiediamo Asl che cosa fa ?
Non si interessa di nulla nemmeno delle pulizie dei locali, ottenute in minima parte e senza sanificazione continua (come la legge prevede) solo su insistenza dell’A.C con la quale ci stiamo interfacciando per garantire un servizio efficiente alla comunità. La stessa Asl non ha cura neanche dell’organizzazione logistica (anche questa fatta da un medico di famiglia senza nessuna collaborazione tanto che da ieri ha declinato ogni responsabilità).
Ma il problema più urgente e per cui siamo costretto a fare appello, sono le dosi di vaccino, in mancanza di tali non possiamo più garantire la somministrazione ai nostri assistiti.
Chiediamo pertanto che la Asl distribuisca i vaccini in via prioritaria ai medici di famiglia, come già sottolineato in precedenza ci stiamo occupando di garantire la somministrazione ai cittadini fragili e quindi più bisognosi, abbiamo bisogno di qualcuno che metta a disposizione personale e mezzi a supporto del nostro hub, e soprattutto che operi in trasparenza sulla distribuzione per evitare che strane voci di percorsi privilegiati generino ulteriori malcontenti.
Il medico di famiglia è la figura medica più esposta e più vicina ai cittadini e pertanto non può avallare queste diseguaglianze e disorganizzazioni che danneggiano in maniera irrimediabile i più deboli e quanti hanno diritto di essere vaccinati per le già loro gravi patologie a cui non si può aggiungere anche l’umiliazione di vedersi rifiutata una dose o rinviata di diverse settimane.
Dott. Francesco Florio
Consigliere regionale SMI-Sindacato Medici Italiani

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