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AL GHETTO CRISTIANI DISCRIMINATI E CONDIZIONI DI VITA INDECOROSE

FOGGIA, 22 ago. – Recenti reportage e inchieste giornalistiche hanno richiamato l’attenzione del Governo al caso ghetto, cresciuto nella Piana del Tavoliere, tra l’indifferenza di molte istituzioni.
Il ghetto non può essere tollerato come soluzione di accoglienza, ma ancora più non può diventare luogo di discriminazione sociale e religiosa. Infatti, la comunità cristiana che vive all’interno del ghetto non può manifestare liberamente il proprio credo.
È una questione gravissima, resa ancor più grave dalle condizioni di vita nel ghetto.
Chiedo al ministro Orlando di farsi portavoce di una questione che non può più essere rimandata dietro soluzioni di piccolo cabotaggio.
Così come chiedo alle autorità religiose di non abbandonare al terrore e alla sopraffazione la piccola comunità cristiana ospitata nel ghetto.

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