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Albanese e la sua provocatoria “disobbedienza fiscale”, per denunciare l’eccessiva pressione fiscale che attanaglia tutta la popolazione e non solo le attività commerciali.

È Pietro Albanese, orefice e vicino al M5S, a lanciare un accorato appello, tramite anche tramite la Gazzetta, al Primo cittadino. Appello legato alla staticità delle attività produttive, del commercio, che per Albanese, sta mettendo in seria crisi il settore: “Carissimo Francesco Miglio, sindaco di San Severo, la mia non sarà una delle innumerevoli critiche che ti vengono mosse quotidianamente. Non ti chiamo in causa come attivista politico (e tu sai quanto politicamente diversi siamo in merito), ma come cittadino e commerciante di questa comunità. La tua amministrazione non è meglio o peggio di quelle precedenti e pertanto non me la sento di addebitarti tutti i mali che affliggono la nostra città. San Severo è sempre più spesso, nelle pagine di cronaca nera degli organi d’informazione. Non starò qui a elencare i numerosissimi episodi che giorno dopo giorno portano il paese ad occupare gli ultimi posti di quella ‘graduatoria’ della qualità della vita. Lancio l’ennesimo grido di dolore del popolo delle partite IVA e non solo: ‘Non ce la facciamo più!’ La città è ferma, le attività in ginocchio, la criminalità la fa da padrona (tre rapine in pochi minut5i, il 22 febbraio) e buona parte dei cittadini, ahimè, sono complici di una situazione che degenera ineluttabilmente. Se potessi, affiggerei all’ingresso di San Severo un cartello così indicante: Terribilis est locus iste”. Le conclusioni di Albanese: “Varie sono le cause che hanno portato la città a questo stato di degrado, alcune di vecchia data e come commerciante potrei elencarne tante, ma andiamo al dunque. Le tasse locali e nazionali ci stanno stritolando e la domanda sorge spontanea: ‘Come si possono onorare tasse e gabelle quando i nostri miseri introiti non bastano neanche a sopravvivere?’ Credo che il momento di fare qualcosa di eclatante stia per giungere. Occorre dichiarare lo ‘Stato di calamità, lo Stato di emergenza’. Signor Sindaco, ti sembrerà un’esagerazione ma se le nostre grida rimarranno ancora una volta ‘voci nel deserto’, allora, estrema ratio, non rimarrà che la ‘disobbedienza fiscale’ con tutte le conseguenze che potrebbero far seguito”.

Beniamino PASCALE

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