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“Alt: sosta rossa”, a San Severo. Con l’abete e i nomi delle donne vittima di femminicidio, posizionato davanti la stazione ferroviaria.

L’impegno per dire “stop” alla violenza di genere a San Severo, continua e mette le radici: un abete alto otto metri, è stato posto la sera del 16 dicembre sul pizzale della stazione ferroviaria, per ricordare le donne vittime di femminicidio. È stato addobbato con scarpe rosse, simbolo internazionale contro la violenza di genere. Promotrici dell’iniziativa, la cronista, Rosaria D’Errico, sempre sensibile alle tematiche sociali, e l’avv. Consiglia Sponsano, difensore con all’avv. Guido de Rossi, della famiglia di Roberta Perillo(i cui genitori erano presenti all’evento), uccisa dall’ex fidanzato e reo confesso, lo scorso 11 luglio. Sono numerose le iniziative promosse da Consiglia Sponsano, anche referente per San Severo dell’associazione “Ultimi” di don Aniello Manganiello,tra cui la “Marcia di solidarietà”,“Non una di meno” e “Lasciami vivere nei colori della vita”.Proprio nell’occasione dell’ultimo evento è nata l’idea, con due amici,di allestire un albero di Natale addobbato con scarpe rosse, come segnale chiaro e inequivocabile di una comunità corresponsabilie e partecipe al doloredelle famiglie delle vittime e contraria a ogni tipo di sopruso, violenza e prepotenza. “Un momento di riflessione nel periodo più bello dell’anno, quando le persone si riuniscono nel calore delle mura doemistiche e i posti a tavola aumentano – ha commentato Consiglia Sponsano – Ricordare le vittime di femminicidio in Capitanata è un atto dovuto e come comunità abbiamoil dovere di manifestare la nostra vicinanza alle famiglie che anche nei giorni di festa piangeranno un posto vuoto, un vuoto incolmabile. L’abete, oltre ad essere il simbolo natalizio per antonomasia, rappresenta ‘l’immortalità e la vita eterna’, perché albero ‘sempre verde’ e per questo è stato scelto come metafora della serata”. Insieme alle scarpe rosse, ci sono anche i nomi delle sette vittime di feminicidio, nel 2019, in Capitanata. Inoltre sono stati aggiunti i nomi di Stella Costa la bambina uccisa nel 2002 da un proiettile vagante mentre era con la mamma e Luisa Fantasia assassinata nel 1975 nel suo appartamento a Milano. “Affinché non si parli di violenza solo nella giornata internazionale contro la violenza di genereè stata ideata e proposta quest’iniziativa, accolta con slancio dall’amministrazione comunale di San Severo, sostenendola e collaborando alla realizzazione della stessa, con l’importante supporto delle associazioni che da anni operano silenziosamente sul territorio come ‘Il filo di Arianna’ e ‘Arcidonna’ – hanno sottolineato Consiglia Sponsano e Rosaria D’Errico – Ringraziamo tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato e chi ha donato l’abete, il vivaista Nino Di Nonno”. Che sia un Natale di preghiera e di speranza, è stato ribadito alla fine dell’evento. “Quando l’ideaprende forma – ha detto Rosaria D’Errico – E, in questo caso, hapreso la forma di un albero: un abete che simboleggia la vita. Quella vita che tante donne non potranno più vivere e lo faranno attraverso il ricordo. Affrontare una tematica, divenuta un’emergenza sociale, come testimonia la cronaca quotidiana, non è facile. Si rischia di essere retorici o scontati. Noi, nel pensarla,abbiamo voluto lasciare un simbolo, in un luogo,la stazione ferroviaria, affinché chi passaanche per pochi minuti possa avere un momento di ‘sosta mentale’, fatta di riflessione. Quella sensibilità che porta a immedesimarsi in situazioni che sembrano troppo lontane da noi e che cadono nell’oblio e , a volte, ci lasciano indifferenti solo perché  non  ci coinvolgono personalmente. Ritengo sia utile e doveroso, prestare un’attenzione continua e mobilitarsi contro ogni forma di violenza e sopraffazione e proprio quando le iniziative sono corali, che l’obiettivoviene raggiunto. L’evento ‘Sosta rossa’ che ho condiviso con due amici, due concittadini attivi che hanno sposato la causa già da tempo, supportato dall’Amministrazione comunale e dalla comunità sanseverese, ha dimostrato che la sensibilità c’è e ci sarà, tanto per per le vittime, quanto per i familiari delle stesse”.L’elenco 2019 delle vittime innocenti: Giuseppina Pantone, 28 novembre, morta a San Giovanni Rotondo; Luminita Brocan,13 novembreuccisa a Cerignola; Filomena Brunouccisa il 28 ottobre, a Orta Nova; Teresa Santolupo, uccisa il 12 ottobre, aOrta Nova; Valentina Curcelli, uccisa il 12 ottobre a Orta Nova; Miriana Curcelli,uccisa il 12 ottobre, Orta Nova; Roberta Perillo, uccisa l’11 luglio, a San Severo.

Beniamino PASCALE

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