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ANCORA TROPPI MORTI NEI CAMPI PER INCIDENTI E TURNI MASSACRANTI

Nell’ultimo quinquennio, nel mondo agricolo, ci sono ancora molte morti sia per incidenti che per i turni massacranti a cui spesso sono costretti i lavoratori delle campagne. È quanto emerge dal nuovo numero di Dati INAIL sugli infortuni in agricoltura, con la Capitanata che paga in proposito uno conto molto salato. Lo studio sottolinea che a causa dell’uso di antiparassitari, dell’esposizione alle intemperie e di posture sempre scorrette, nel lavoro dei campi è elevata anche la probabilità di contrarre malattie professionali. Dall’analisi delle patologie denunciate all’Istituto negli anni dal 2015 al 2019 emerge, concentrando l’attenzione sulle malattie per le quali è stata accertata una correlazione con l’attività svolta, la flessione è ancora più evidente, dai 6.686 casi del 2015 ai 5.440 del 2019 (-18,6 per cento). Più di tre patologie su quattro interessano il sistema osteomuscolare. In generale tra il 2015 e il 2019 tutte le malattie dei lavoratori agricoli hanno registrato un decremento, a eccezione dei tumori, passati da 47 a 69 casi, e delle patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, che sono triplicate, dai 20 casi del 2015 ai 59 del 2019. Secondo lo studio resta invece molto elevata l’incidenza dei decessi provocati da malori che si verificano durante l’attività lavorativa, da cui deriva l’importanza dell’accertamento dell’idoneità fisica allo svolgimento di mansioni che, in ambito agricolo, spesso comportano un certo grado di stress per l’organismo, dallo sforzo fisico ai lunghi turni concentrati in alcuni periodi dell’anno, dall’orario distribuito nelle 24 ore alle condizioni climatiche sfavorevoli. In molti casi l’infortunato, lavorando da solo, non ha potuto beneficiare di un soccorso immediato. A questo proposito il ricorso ai dispositivi elettronici indossati dal lavoratore che forniscono un monitoraggio in tempo reale dei principali parametri vitali e della esatta localizzazione, può rappresentare un importante ausilio per la prevenzione di questi infortuni. La statistica di infortuni mortali denunciati all’INAIL conferma l’elevata ricorrenza di tali circostanze. La maggior parte dei decessi denunciati registra il coinvolgimento di un trattore. La tipologia di infortunio più frequente è quella in cui il lavoratore, alla guida del mezzo, viene schiacciato dal suo ribaltamento, ma sono stati riscontrati anche casi di investimento, metà dei quali da parte di un trattore privo di conducente, in genere perché l’infortunato era sceso dal mezzo che ha continuato a muoversi autonomamente. Altri casi riguardano lavoratori venuti in contatto con organi in movimento del trattore, per i quali il trattore ha avuto un malfunzionamento o legati a operazioni di manutenzione. Tutto ciò conferma che gli incidenti ed i turni di ore e ore di lavoro in condizioni climatiche spesso proibitive fanno registrare alla società contemporanea ancora troppi morti in agricoltura, che potrebbero essere rapidamente ridotti se solo si ponesse più attenzione a queste tematiche del lavoro nei campi.

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