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ANGELO MICHELE CARELLA: “SI MOLTIPLICANO LE POSSIBILITÀ DI GUARIGIONE NEI TUMORI DEL SANGUE”

di DESIO CRISTALLI

Rispetto a trent’anni fa nella lotta ai tumori del sangue sono quantomeno triplicate le possibilità di guarigione. C’è stata un’autentica svolta della ricerca scientifica in emato-oncologia con la messa a punto di farmaci mirati: da quelli “chemio-free” per la leucemia mieloide acuta, a farmaci orali e a combinazioni sempre più efficaci, fino all’autentica rivoluzione dell’immunoterapia avanzata. Sono queste le novità terapeutiche di Leukemia 2021, il congresso che si concluso da poco e che ha riunito, in modalità virtuale, oltre 600 ematologi da tutta Italia. Il meeting ha visto come coordinatore scientifico il sanseverese prof. ANGELO MICHELE CARELLA, già direttore di Ematologia al San Martino di Genova ed erede del prof. ALBERTO MARMONT, attualmente consulente ematologo anche a Milano e Roma e presidente di Areo, associazione per la ricerca emato-oncologica. I progressi scientifici nel campo specifico sono stati così riassunti dal prof. CARELLA: <<Negli ultimi vent’anni la ricerca in campo ematologico ha radicalmente cambiato i paradigmi di diagnosi e cura delle malattie del sangue. In questi ultimi anni, in particolare, le novità di grande interesse sono rappresentate dalla terapia con Car-t, acronimo di Chimeric Antigens Receptor Cells, e dagli anticorpi bispecifici. La procedura Car-t consiste nel prelevare i linfociti del paziente, armarli in laboratorio in modo che possano colpire un bersaglio presente sulle cellule tumorali e reinfonderli nei pazienti, in modo che individuino e neutralizzino le cellule tumorali. Questa procedura è in grado di determinare remissioni durature e persino la guarigione in bambini e adulti con leucemia linfoblastica acuta e linfomi non Hodgkin B aggressivi. Attualmente il 35 per cento dei pazienti con linfoma non Hodgkin e il 50 per cento delle leucemie acute linfoblastiche mantengono una remissione stabile. Di recente, diversi gruppi stanno valutando l’efficacia delle Car-t anche nel mieloma multiplo. L’altra rivoluzione è rappresentata dall’impiego degli anticorpi bispecifici. Sono molecole che si legano a due diversi bersagli contemporaneamente: uno è l’antigene del tumore e l’altro è la cellula T del sistema immunitario, che viene svegliata per aggredire e uccidere le cellule maligne. Il farmaco su cui si concentra il maggior interesse è un anticorpo monoclonale che permette di reclutare le cellule T indirizzando la loro efficacia citotossica contro le cellule B del linfoma. Il risultato è quello di contrastare in maniera efficace i linfomi non Hodgkin B più aggressivi, pluri ricaduti o refrattari alle terapie convenzionali. I primi risultati sono sorprendenti: inoltre un vantaggio di questo farmaco è che è già pronto, a differenza delle Car-t che vengono preparate per ogni singolo paziente>>. A margine dell’importante convegno, si è inteso discutere anche delle RARE reazioni avverse a livello ematologico per i vaccini a vettore virale come AstraZeneca. <<Il calo di piastrine e il contestuale aumento di trombi nel sangue farebbero pensare alla porpora trombotica trombocitopenica nota anche come sindrome di Moschowitz – ha commentato l’illustre ematologo di San Severo – caratterizzata dall’associazione di piastrinopenia con anemia emolitica, febbre, insufficienza renale e danni neurologici di gravità variabile. La plasmaferesi, ovvero la separazione del plasma sanguigno dagli elementi corpuscolati del sangue, se effettuata in tempi rapidi, potrebbe salvare la vita di questi pazienti>>.

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