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Annolfi e Bentivoglio chiedono a Piazzolla di far ripartire l’attività ambulatoriale dell’ospedale di San Severo e tenere in ordine l’ingresso.

Sono tanti i pazienti che aspettano di poter tornare a ricevere le prestazioni ambulatoriali e le prestazioni sanitarie dell’ospedale di San Severo.Articolo Uno, con Michele Annolfi, fa notare che: “Durante la pandemia di Convid-19 è stata disposta dalle autorità regionali competenti la chiusura di molte attività sanitarie con l’annullamento delle prestazioni ospedaliere non da ricovero. Oggi, per fortuna, l’emergenza sembra attenuta, anche se il virus non è stato sconfitto definitivamente. Quindi, quando ormai èstato aperto tutto, non si comprendono le ragioni che spingono il direttore generale dell’Asl, Vito Piazzolla a non ripristinare quei servizi che da lunghi mesi non è stato possibile effettuare. Ad esempio – ha continuato l’esponente politico sanseverese – presso il reparto di cardiologia del ‘Masselli-Mascia’ non si accettano ancora prenotazioni, pur sapendo che questo è un reparto di vitale importanza per prevenire quei complessi problemi cardiologici che hanno esito letale in assenza di terapie appropriate ed interventi tempestivi”.Annolfi conclude: Le conseguenze sono drammatiche, perché chi è affetto da quelle patologie si stanno rivolgendo ai privati a pagamento se ne hanno i mezzi e, purtroppo, chi non può permetterselo non è in condizione di curarsi con gravi rischi per la salute. Il messaggio che i cittadini percepiscono è che le prestazioni sanitarie vanno ricercate nel mercato privato e non presso i presidi pubblici. Giusto il contrario del lavoro che sta tentando di fare il Ministro della salute Roberto Speranza che ha programmato l’aumento degli stanziamenti per migliorare la sanità pubblica, proprio a partire dal territorio”. Gli fa eco, il coordinatore del MID, Movimento Italiano Disabili, Raffaele Bentivoglio: “Non bisogna vanificare quanto di buono stanno facendo i reparti dell’ospedale di San Severo, come Ortopedia che, con l’avvento del primario, dr. Giovanni Mollica, ha incrementato sensibilmente il numero d’interventi e prestazioni, oltre ad aver dato la meritata dignità al reparto. Ora, però, c’è da far ripartire l’attività ambulatoriale e migliorare anche l’ingresso all’ospedale tenendo in ordine le aiuole e le rampe d’accesso che non sempre fanno da buon bigliettino da visita per chi arriva da fuori. Un po’ di attenzione in più per la giusta dignità dell’ospedale dell’Alto Tavoliere, visto che l’ingresso è in bella mostra su una strada principale di San Severo, viale II Giugno. Ci vuole un po’ di amor proprio e non andare avanti con la logica del ‘mi compete’ o ‘non mi compete’. Si parla di bene comune in tutti i sensi”.

Beniamino PASCALE

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