CronacaIn evidenza

Annullato anche il secondo licenziamento per il dipendente del Comune di San Paolo di Civitate.

Appare curiosa la storia del dipendente comunale, Caso Giovanni, che per ben due volte si vede annullare il licenziamento disciplinare per un errore procedurale commesso dall’ UPD ( Ufficio Procedimenti Disciplinari) del Comune di San Paolo di Civitate.

Infatti la Corte d’Appello di Bari, nell’accogliere il reclamo redatto dall’avv. Dionigi Neri di S. Paolo di Civitate, non solo travolge la precedente pronuncia del Tribunale di Foggia ma condanna il Comune di San Paolo di Civitate al risarcimento dei danni che liquida in sei mensilità in favore del dipendente illegittimamente licenziato oltre al pagamento del doppio grado di giudizio.

La linea difensiva è stata quella di evidenziare la decadenza dal potere di infliggere la sanzione del licenziamento poiché posto in essere oltre il termine previsto dal D.lgv 165/2001.

Tale eccezione veniva respinta dal Tribunale di Foggia essendo ritenuta tardiva e, quindi, inammissibile perché posta in essere nella fase di opposizione all’ordinanza che chiudeva la fase sommaria prevista dal rito Fornero.

Tuttavia, il Caso, promuoveva reclamo dinanzi la Corte d’Appello di Bari la quale, sulla scorta della copiosa giurisprudenza di legittimità dichiarava ammissibile l’eccezione di decadenza sollevata dall’avv. Neri e meritevole di accoglimento in quanto il Comune di San Paolo di Civitate non aveva concluso il procedimento disciplinare nel termine massimo e perentorio di 120 gg. bensì nel termine superiore di 134 gg.

Tale termine, doveva farsi decorrere dalla notizia dell’arresto del 6-11-2015 disposto dal Gip del Tribunale di Foggia per i fatti contestati come addebito disciplinare e non dalla notificazione della lettera di contestazione degli addebiti.

La cosa curiosa è che il Caso Giovanni non ha mai contestato, nel procedimento disciplinare, i fatti a lui addebitati ma ha ottenuto il massimo ottenibile grazie all’eccezione preliminare ed assorbente attinente ai termini per la conclusione del procedimento stesso.

E’ chiaro che, la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bari ( sent 1187/2021) può essere sempre oggetto di ricorso in Cassazione.

Forse, la curiosa ma affascinante vicenda giuridica, troverà il suo epilogo tra le mura del Palazzaccio.

RUBINO20x20_postpubblicitario-02

Altri articoli

Back to top button