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Antonello Ricci, lascia la Cestistica San Severo ma resta nel cuore dei ragazzi de “La Città dei Colori”.

Ci sono storie che, a volte, solo lo sport può consegnare alla cronaca quotidiana. È accaduto a San Severo, con la pallacanestro, con i ragazzi diversamente abili de “La Città dei Colori” e Antonello Ricci, fino a poche giorni fa, giocatore della Cestistica. Il ragazzo di Vasto, quest’anno, purtroppo, non più tra le scelte effettuate dai tecnici della gloriosa compagine giallonera, guidata dal presidente Amerigo Ciavarella, ha lasciato un segno indelebile tra le “Tartarughe”, la squadra di basket dell’associazione di volontariato guidata dal presidente, Grazia Villani. I ragazzi, con il coachAntonella Magnifico, in  pochi mesi, grazie anche al supporto di Antonello Ricci, sono riusciti a raggiungere l’obiettivo: giocare una vera partita e con la Cestistica, per giunta. Da spettatori sugli spalti, a protagonisti in campo. Quest’anno, però, “il play-guardia” non ci sarà agli allenamenti delle “Tartarughe”. Così Antonello Ricci: “Sono davvero dispiaciuto per la mia partenza da San Severo. C’erano tutte le condizioni per poter restare ma è mancata quella tecnica. Mi dispiace tanto per i ragazzi de ‘La Città dei Colori’ che mi hanno insegnato tante cose. Ho acquisito una maturità nuova, grazie a loro. Spero proprio che le nostre strade, quelle della Cestistica e della Città dei Colori, possano rincontrarsi”. L’amarezza di Ricci è palpabile, ma la vita è costellata di scogli da superare. “Il primo giorno di allenamento, ero più emozionato di loro. Ma giorno dopo giorno, senza sostituirmi al loro coach, Antonella Magnifico, siamo diventati amici, abbiamo palleggiato, giocato e siamo cresciuti insieme. Ci sono tanti ragazzi che hanno evidenziato un buon bagaglio tecnico, considerando le diverse disabilità. Lo sforzo dei ragazzi è stato enorme ma sono riusciti a vincere la loro partita: scendere in campo! Quella al palazzetto, nel tempio del basket sanseverese, contro la Cestistica ‘B’ è stata una bella lezione di sport a cui abbiamo assistito”. Un ragazzo dalle grandi doti umane e professionali, Antonello Ricci, amato anche dai tifosi gialloneri. È Giovanni, a parlare a nome dei suoi compagni di squadra. Un ragazzo diversamente abile non mente mai e si commuove quando un amico va via: “Ci sei stato sempre vicino e ti ringraziamo per quello che hai fatto per il nostro gruppo. Il lunedì lo aspettavamo con ansia, perché venivi tu a giocare con noi”. La squadra de “La Città dei Colori”, in attesa di avere una palestra idonea, tornerà ad allenarsi e proseguire nel progetto: “I ragazzi devono continuare ad allenarsi e giocare partite vere – ha concluso Antonello Ricci – che gli consentiranno di avere ulteriori margini di miglioramento, anche nella tecnica. E se mi dovesse chiamare coach Antonella Magnifico per la partita, non potrò rifiutare”. È il presidente Grazia Villani a sottolieneare che: “Antonello è stato il valore aggiunto, non solo tecnico. È stato ragazzo tra i ragazzi e lo aspettiamo sempre”. Il primo tassello del progetto: “Perché io no: ci sono anch’io”, che consiste nell’avviamento dei ragazzi diversamente abili al basket, è stato dato da una socia de “La Città dei colori”, Zelinda Rinaldi: “Antonello si è dimostrato un ragazzo umile e molto sensibile. Bravo con il pallone da basket tra le mani (merita una compagine di alto livello come la Cestistica), e con gli insegnamenti ai nostri ragazzi. È stato sempre disponibile e non ha mai saltato un allenamento, malgrado i suoi impegni professionali e familiari. Al momento lo consideriamo un ‘arrivederci’, perché Antonello Ricci è stato uno di noi e i nostri ragazzi sono tutti Antonello Ricci. Questo mix vincente, per i nostri ‘atleti’, ha prodotto un caleidoscopio di emozioni, a tal punto che son diventati una squadra di basket. Un sogno, iniziato qualche anno fa e che continua oggi, sempre all’insegna dei colori giallo-neri”.

Beniamino PASCALE

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