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Bari, Referendum: #lavoratoriperilNO aprirà l’ottava tappa dei #10milakmperilNO dalle 10.30 presso l’Hotel Palace . A Foggia, il 5 novembre l’infopoint dell’UGL territoriale

Oltre 26 tappe confermate in programma fino al 2 dicembre, 10 mila chilometri totali da percorrere e 1500 quelli attuali che si stanno attraversando da Sud a Nord per una mobilitazione generale che tratteggia la strada del No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Nei giorni scorsi, è stata la città di Avellino ad inaugurare l’iniziativa nazionale promossa dal Comitato ‘Lavoratori per il No’ alla Riforma Costituzionale, insieme alla sua Presidente Valentina Iori, che il prossimo 5 novembre aprirà a Bari, alle 10.30 presso l’Hotel Palace in via Francesco Lombardi, l’ottava tappa dei #10milakmperilNO. Ad affiancarla ci saranno il Presidente Enas UGL, Stefano Cetica, il Segretario Confederale UGL, Ezio Favetta, il Segretario UGL Bari, Vincenzo Abbrescia. Sarà presente anche  la vice Presidente della commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, On. Renata Polverini. Risponde all’appello anche l’Unione territoriale Generale del Lavoro di Foggia con banchetti ed infopoint che, nel corso della stessa giornata, saranno allestiti nei principali centri di provincia, presso Corso Garibaldi, 40. Il 10 ottobre scorso, durante la presentazione del Comitato Lavoratori per il NO nella sala stampa della Camera dei Deputati, il gruppo di lavoratori ha ricevuto l’adesione del sindacato UGL. L’insieme di iniziative cercheranno di coinvolgere lavoratori e cittadini affinché la tutela della nostra Costituzione e dei principi di democrazia vengano salvaguardati concretamente. In particolare, il Comitato nasce con lo scopo di dare voce alla classe produttiva del Paese e stimolare un dialogo costruttivo e democratico, raccogliendo le istanze del territorio e dei lavoratori, già vessati dalle recenti riforme del Governo e preoccupati per le ripercussioni che questa legge potrà avere sul mondo del lavoro. Per il Comitato è doveroso votare no il 4 dicembre per i seguenti motivi: “Perché la ‘riforma Renzi – Boschi’ cancellando il CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) disarticola il confronto tra il Governo e i corpi intermedi. Perché depotenzia gli strumenti di democrazia diretta, come i referendum e le proposte di legge di iniziativa di popolare, diminuendo la capacità dei cittadini di incidere sul processo legislativo. Perché assegna allo Stato, attraverso il principio della ‘supremazia’ della legge nazionale su quella regionale, il diritto di legiferare indipendentemente dalla volontà dei territori. Perché lo Stato assorbe le competenze del turismo, dell’energia, dell’ambiente e, lascia alle Regioni i guasti della Sanità. Perché usa un linguaggio incomprensibile rispetto alla pulizia lessicale del precedente testo e volutamente ambiguo, per lasciare al legislatore la possibilità di aggirare i principi costituzionali. Perché prima di cambiare 47 articoli della Costituzione occorre applicare quelli esistenti, a partire dal diritto al lavoro, alla salute, alla retribuzione equa e dignitosa, al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Perché con la falsa motivazione di diminuire i costi della politica – che in realtà rimarranno invariati – riduce a mero organo consultivo il Senato della Repubblica che, per definizione della stessa riforma, non potrà formalmente rappresentare le istanze dei territori”.

Segreteria provinciale Ugl Foggia       

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