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BASKET: ‘Face to Face’ con Nicolas Panizza, assistant coach dell’Allianz!

Quanto lavoro c’è dietro uno staff? Quanta attenzione serve per preparare al meglio le partite soprattutto se sei la capolista? Abbiamo parlato di questo (e di molto altro ancora) con il vice allenatore della Cestistica, Nicolas Panizza.

 

 

In ogni staff ognuno ha un ruolo; hai un compito specifico e se sì, quale?

 

Certo, noi assistenti abbiamo il compito dello scouting report, video analisy degli avversari  e l’analisi post gara. Selezioniamo il materiale, lo passiamo a Giorgio, ci confrontiamo (lui vede le partite da solo) e dopo decide le direttive da dare ai giocatori. Abbiamo anche la responsabilità dello sviluppo tecnico individuale, lavoro diviso tra me e Giacomo Piersante dove ogni mercoledì mattina cerchiamo di aggiungere una ‘mattonella’ nel bagaglio tecnico della squadra. Sostanzialmente possiamo dire che il nostro é un continuo confronto di staff sul lavoro da fare fuori e dentro il campo, ma dopo la scelta finale (ovviamente da noi condivisa) resta sempre al capo allenatore.

 

Nelle dichiarazioni post gara di Giorgio Salvemini si evince, oltre ai complimenti ad avversari e ai propri giocatori, l’attenzione ai dettagli da non trascurare. È così pignolo anche con voi?

 

Assolutamente sì, sta a noi passare le informazioni giuste (non troppe) per poter aiutare i giocatori a non creare confusione.

 

Parliamo della squadra; sentite il peso di dover essere sempre performanti? Per esempio nella sfida contro la Luciana Mosconi Ancona con la Cestistica a -11, qualcuno rumoreggiava. Vi infastidisce, mette pressione o vi responsabilizza ulteriormente?

 

Noi amiamo questo lavoro e per questo i primi ad avere pressione siamo proprio noi stessi preparando la gara con responsabilità e coraggio. E’ normale che in una partita ci sia la possibilità di andare in svantaggio, ma questo fa parte del mestiere.

È inutile citare tutti i numerosi positivi sia dei singoli che del collettivo, ci limitiamo ad un dato: 8 vittorie su 8. Vista così sembra una squadra perfetta, ma allora dove si può e deve migliorare? 

 

Abbiamo tante cose su cui lavorare, ma non le possiamo svelare (ride, ndr). Dobbiamo continuare sui dettagli che danno più continuità nel mantenere i vantaggi a metà campo; questo é un meccanismo che ha bisogno di tempo ma siamo tranquilli di arrivare a fine stagione più performanti che mai.

 

La sensazione, rispetto all’anno scorso, è che questa sia una formazione compatta quando c’è da difendersi e spietata in fase d’attacco. Una squadra matura anche da un punto di vista puramente anagrafico. La perplessità è appunto questa: la condizione fisica sarà sempre al massimo nei periodi più importanti della stagione?

 

Compatti siamo stati l’anno scorso e compatti siamo anche quest’anno, l’esperienza non é soltanto anagrafica; di playoff, finali e gare importanti ne hanno visto parecchie Stanic e Ruggiero che sono gli  ‘esperti’ aggiunti per questa stagione.

Alla fine sono sicuro che saremmo al top visto anche la qualità elevata del lavoro fisico di Matteo Del Principio (il preparatore atletico, ndr).

 

Il ‘Falcone & Borsellino’ in tutte le gare casalinghe ha registrato buonissime presenze, ma mai sold out. Quanto emotivamente vi toglie l’essere non supportati dai vostri ultras? 

 

Il supporto c’è ed anche la gente, gli ultras sono la ciliegina sulla torta e sicuramente danno quella spinta in più che rende lo spettacolo allegro ed entusiasmante. Comunque sono sicuro che i ‘problemi’ saranno risolti in modo tali da essere, tutti insieme, davvero più forti!

CIRO MANCINO

 

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