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BEVILACQUA, UNO SCRITTORE DIMENTICATO DALLA CRITICA

di MARIO BOCOLA

Diversi anni fa fu ospitato nella Libreria “Notarangelo” di San Severo

Scrittore eclettico, immaginifico, strabiliante, Alberto Bevilacqua è stato uno degli scrittori contemporanei più intriganti del panorama letterario italiano. Dimenticato dal pubblico dei lettori negli ultimi tempi, egli con i suoi romanzi ha segnato un’epoca importante della storia italiana. Nato a Parma nel 1934, Bevilacqua scrive il suo primo romanzo, La Polvere sull’erba, nel 1955. Leonardo Sciascia ne legge il dattiloscritto: vorrebbe pubblicarlo, ma ritiene che possa provocare uno scandalo. La Polvere sull’erba sarà pubblicato per la prima volta nel 2000 nella collana Tascabili Einaudi. Il successo internazionale dello scrittore arriva con La Califfa (1964), “romanzo centrale” negli anni Sessanta, per la limpida riuscita letteraria e perché testimonia, attraverso alcuni grandi protagonisti, splendori e miserie di quel miracolo economico italiano che avrebbe ispirato la migliore narrativa e il miglior cinema dell’epoca. Sul genere della Califfa usciranno i capolavori del cinema italiano degli anni Sessanta, quelli che si posso definire dell’Italia migliore. La vena scrittoria di Bevilacqua continua ad essere sempre fluente. Tra gli altri romanzi del periodo Una città in amore (1962, ripubblicato in una nuova stesura nel 1988) e Questa specie d’amore (1966, premio Campiello). Intellettuale impegnato e presente nella vita italiana fin dagli inizi degli anni Sessanta, regista cinematografico (La Califfa, Questa specie d’amore, Le Rose di Danzica, Bosco d’amore), giornalista critico del costume, polemista, con la sua produzione narrativa Alberto Bevilacqua ha sempre riscosso un grande successo di pubblico, ricevendo i maggiori premi letterari italiani: dal già citato Campiello nel 1966 allo Strega (L’occhio del gatto, 1968), al Bancarella (Un viaggio misterioso, 1972), vittoria doppiata nel 1991 con I sensi incantati. Un successo sancito anche dalle ultime, felici prove: Anima amante (1996), GialloParma (1997), Sorrisi dal mistero (1998), La polvere sull’erba (Einaudi 2000), L’amore stregone (Mondadori 2009). Intensa e continua, da sempre parallela all’attività di narratore, la produzione poetica di Bevilacqua è raccolta nelle opere: La crudeltà (1975), Immagine e somiglianza (1982), Vita mia (1985), Il corpo desiderato (1988), Messaggi segreti (1992) e Poesie d’amore (Miti,1996).  Una raccolta delle sue opere è stata proposta nella prestigiosa collana dei Meridiani Mondadori (2010). Alcune opere raccontano anche la sua vita. Tra queste Viaggio al principio del giorno (Einaudi 2002) e Roma califfa (Mondadori 2012). Bevilacqua si è spento il 9 settembre 2013 a Roma, dopo una lunga malattia. Lo scrittore è stato anche ospite della Libreria Notarangelo di San Severo sita in piazza della Repubblica.

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