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Caldo anomalo al Sud e in Capitanata per via dell’anticiclone africano. La responsabilità del cambiamento climatico.  

Caldo anomalo al Sud e in Capitanata per via dell’anticiclone africano. E per ora non cambia la situazione meteo: la responsabilità del cambiamento climatico.  

Meteo inclemente in Capitanata e al Sud, anomalo anche in questi primi giorni di luglio, dopo esserlo stato già da giugno. Ed è così che mentre il rallentamento delle restrizioni contro SARS-CoV-2, lasciavano presagire l’avvio della stagione estiva, la Daunia (ma tutta l’Italia centro-meridionale) è stata colpito dalla prima “onda di calore” del ‘21. Queste le autorevoli dichiarazioni dell’esperto meteorologo, Arturo Cannito, geologo planetario: “L’onda di calore, o ‘heatwave’ è, sostanzialmente, un prolungato periodo di tempo, almeno 3 giorni in cui si registrano, su una determinata area, almeno 5°C in più rispetto alla media delle temperature massime. Spesso l’aumento è accompagnato da un elevato tasso di umidità atmosferica che contribuisce ad aumentare il disagio”. Sul “quid” dell’innalzamento delle temperature dovute all’anticiclone africano, Cannito precisa: “Dopo una primavera relativamente fresca, governata dal passaggio e dalla persistenza di perturbazioni su buona parte dell’Europa, abbiamo assistito negli ultimi giorni ad un repentino cambiamento nella circolazione atmosferica con l’insediamento nell’area mediterranea dell’anticiclone africano. Questa massa d’aria calda, ricca di umidità, caratterizzata da stabilità e lento movimento, generalmente tende a stabilizzarsi sul Mediterraneo centro-meridionale per poi espandersi verso Nord, interessando anche l’Europa centrale. Così per quest’inizio d’estate, l’attore principale sul Mare Nostrum, sembra essere l’anticiclone africano che ha preso prepotentemente il posto del più noto e benevolo anticiclone delle Azzorre. Quest’ultimo, pur essendo caratterizzato da stabilità atmosferica, provenendo dall’Atlantico è caratterizzato da temperature più miti e in linea con i valori stagionali con rari picchi che non si tramutano mai in onde di calore. Quindi – ha precisato lo studioso sanseverese – per i prossimi giorni dobbiamo attenderci ancora temperature non in linea con quelle tipiche della stagione. Ci sarà una breve tregua tra lunedì 5 e martedì 6 luglio, con valori massimi di 31/32 prossimi alle medie del periodo; mentre da mercoledì, nuovo rialzo termico dovuto all’espansione verso nord dell’Anticiclone africano. S’intravede, quindi, la possibilità di una nuova onda di calore con valori massimi prossimi ai 40 gradi”. Caldo, afa, sabbia in sospensione con l’umidità e qualcuno che continua a bruciare stoppie e immondizia, peggiorando ulteriormente la qualità dell’aria che tutti respirano. La questione incendi di immondizia e/o altro è l’altra faccia della medaglia dell’interramento dei rifiuti. Negli ultimi anni si parla con maggior insistenza di cambiamenti climatici, con un approfondimento anche durante il G7 Summit in Cornovaglia, conclusosi il 13 giugno. Quindi, si può dedurre che le onde di calore siano legate al cambiamento climatico: “Purtroppo, l’area Mediterranea è una delle più esposte ai cambiamenti climatici e negli ultimi anni stiamo assistendo ad un progressivo aumento nella frequenza delle onde di calore – ha precisato Cannito – Sebbene un solo episodio potrebbe rientrare nella normale variabilità climatica, ripetuti episodi rappresentano l’evidenza del ‘Cambiamento Climatico’ che si sta verificando su scala globale con effetti differenti a livello locale. Basta vedere la persistenza dei valori massimi in Capitanata intorno ai 40°C. Sebbene i disagi per la popolazione possono essere significativi, specialmente per i soggetti più fragili, conseguenze importanti si possono verificare in differenti settori socio-economici e sistemi naturali. Sicuramente uno dei più colpiti è quello dell’agricoltura, per il possibile calo produttivo, e gli approvvigionamenti idrici”. Che estate, quindi ci attende? “Premesso che tutt’oggi è impossibile fare delle dettagliate previsioni stagionali vi è comunque un dato di fatto – ha sottolineato Arturo Cannito – nella regione Euro-Mediterranea si stanno verificando con maggior frequenza, durante l’estate, numerosi eventi di caldo estremo legati al fenomeno delle onde di calore. È ancora vivo il ricordo della drammatica estate del ‘03 con le migliaia di decessi in tutta Europa. Da allora le statistiche ci dicono che questi eventi si sono ripetuti sempre di più. Possiamo ipotizzare che anche quest’estate non si discosterà dalle precedenti, confermando un trend a scala globale. Attualmente si stanno sperimentando numerosi modelli climatologici con tentativi di proiezione fino a 3 mesi. Per esempio uno di questi è quello utilizzato da MeteoFrance che per luglio, agosto e settembre prevede per l’Italia un significativo discostamento verso l’alto delle temperature medie dello stesso periodo”.

 Beniamino PASCALE

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