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CAOS E SOFFERENZA ORGANIZZATIVA NEL SISTEMA EMERGENZA TERRITORIALE 118 DI CAPITANATA – MEDICI IN RIVOLTA

di Gino Carnevale

Non conosce sosta la confusione organizzativa del sistema emergenza territoriale 118. Caos nella sanità Pugliese dove le organizzazioni sindacali dei medici dell’emergenza territoriale denunciano un sistema sottodimensionato del personale in vista dell’estate dove i medici si atterranno all’applicazione del contratto nazionale facendo le ore di servizio previsto dallo stesso.
Per assicurare la copertura delle 24 ore i medici sono chiamati ad enormi sacrifici che non sono più disposti a fare e sopportare. Il tutto è scaturito durante le assemblee che ogni organizzazione sindacale ha tenuto con i propri iscritti. Tutti hanno manifestato il loro disappunto. Alle parole e alle promesse non seguono fatti concreti da parte della Dirigenza. In effetti questa situazione si protrae da circa tre anni quando decisero di azzerare alcune prestazioni in modo unilaterale tagliando servizi alla popolazione di Capitanata. Anche all’epoca furono fatte tante promesse ma nulla fu fatto. L’anno 2015 ha visto sospeso in modo unilaterale l’accordo aziendale, e l’attuale dirigenza ha chiesto ulteriori sacrifici. In quell’occasione fu data ulteriore prova di sensibilità e responsabilità per poi ricevere nulla.
E’ sempre più chiaro che il sistema dell’emergenza territoriale è in sofferenza portando tanti medici a lasciare e spostarsi altrove. Il lavoro dell’emergenza è un lavoro rischioso è va salvaguardato in ogni sua forma.
Oggi le stazioni del 118 riescono a coprire i turni grazie alla disponibilità di tanti medici che ancora credono nella loro missione e in quello che la dirigenza potrebbe fare, ma soprattutto rinunciando ai riposi.
Nuovi compiti assegnati senza comunicazioni che costringono i medici ad abbandonare un intervento per dedicarsi ad un altro più distante.
Insomma un vero calvario che porta la sanità di capitanata in uno stato di confusione pura a discapito di chi necessita interventi urgenti per la propria vita. I medici sono persone che rischiano tutti i giorni insieme al loro team ed è per questo che a loro va tutto il nostro appoggio e il nostro grazie nella speranza che la dirigenza sanitaria possa al più presto risanare queste falle al loro interno.

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