ComunicatiPrima pagina

CAPOSIENA: IL COMPOSTAGGIO VISTO DALLA NOSTRA PARTE

Continuano a ripetere che abbiamo bisogno di chiudere il ciclo dei rifiuti … come se ci fosse qualcuno che non lo vuole!
Ricordo che già sette anni fa vi era stata l’unanimità sulla questione del compostaggio, unanimità che non c’è stata questa volta. Eppure certi personaggi non finiscono di blaterare … probabilmente perché non sapendo cosa fare si prodigano a rilasciare dichiarazioni e commenti millantando competenze che non hanno…. con la pretesa di fare chiarezza…
Con molta umiltà non ho questa pretesa, non mi permetto di dare pareri tecnici o scientifici ma da politico ho una visione diversa, un modo diverso di affrontare la questione. Nel 2018 è stata approvata all’unanimità la delibera n. 54 che accoglieva le dichiarazioni di tutti gli intervenuti (associazioni, comitati, rappresentanti politici, di categoria e cittadini) di non volere l’impianto di compostaggio ex Safab.
Le motivazioni erano varie:
– alcuni reclamavano che l’impianto è stato deciso senza la prescritta partecipazione pubblica nonostante le normative ed il buon senso dicano che per impianti impattanti come il compostaggio bisogna condividere la responsabilità delle decisioni con i cittadini;
– altri hanno invocato il principio di precauzione poiché, siccome la zona è sempre allagata, hanno timore che con gli sconvolgimenti dei cambiamenti climatici si possano inquinare i terreni e le falde con potenziale rischio per la salute e per l’ambiente;
– altri non vogliono che venga costruito un impianto esageratamente più grande del fabbisogno ed hanno paura che la quantità di rifiuti oltre il fabbisogno locale che dovrà venire da altre realtà possa essere dannosa aggravata dal fatto che i gestori hanno già avuto problemi con la giustizia (i sanseveresi “buoni” non si siederebbero mai con certa gente);
– altri ancora avvertono il rischio potenziale che i venti possano portare le puzze dell’impianto sulla città;
– altri asseriscono che manca il permesso di costruire;
a queste motivazioni si è aggiunta a causa della pandemia la preoccupazione di molti che, sulla scorta delle informazioni diffuse dagli scienziati medici )sul fatto che i virus prediligono e si sviluppano in ambienti sporchi ed umidi), avvertono ai limiti della paura il rischio potenziale che l’impianto di compostaggio in una zona frequentemente allagata possa essere esso stesso un habitat congeniale allo sviluppo di virus pericolosi per la salute umana.
Come dicevo ho una visione diversa, condivisa da molti cittadini indipendentemente dal l’appartenenza politica … riteniamo vergognoso che l’AC per 18 lunghi mesi abbia ignorato i bisogni dei cittadini e non abbia intrapreso alcuna azione in applicazione della delibera di CC n 54/2018 … non si può sentire un’Amministrazione che dopo aver ascoltato il “NO” generale dei cittadini e dei consiglieri all’impianto Safab non faccia nulla!!!! … non scriva un rigo!!!
questa badate bene non vuole essere una critica all’AC … ciascuno è responsabile delle proprie azioni….
vuole essere un prendere le distanze da chi ha voluto imporre delle scelte all’insaputa dei cittadini e contro la loro volontà …
Il nostro diverso approccio alla questione prevede il cittadino al centro delle decisioni … e se il cittadino è preoccupato e non vi sono soluzioni scientifiche atte a vanificare i rischi potenziali, l’impianto non si fa altrimenti qualunque decisione risulta arbitraria.
Poiché i rischi potenziali citati non sono scientificamente risolvibili (nessuno può garantire che i cambiamenti climatici non arrechino i danni di cui si ha paura, ne che non vi siano sviluppi di malattie letali da virus – tranne che per gli scienziati improvvisati dell’ultima ora), bisogna dichiarare la nullità degli atti nell’interesse sovrano dei cittadini, per tutelare l’ambiente, e trovare un altro sito, con idonee caratteristiche … non come quello Safab, dove allocare l’impianto di compostaggio di capacità commisurata al fabbisogno.

 

Fernando Caposiena

Altri articoli

Back to top button