ComunicatiPrima pagina

CAPOSIENA: sul caso Iaccarrino “Foggia Stupor Mundi”

Foggia Stupor Mundi
È noto che la nostra provincia fosse molto amata da Federico II di Svevia, imperatore ribattezzato Stupor Mundi.
Sarà per questo che non si smette mai di stupire.
Nelle ultime ore stiamo assistendo, e con noi tutta l’Italia e Brasile, all’indecoroso spettacolo della politica foggiana dopo il video del presidente del consiglio Iaccarino di capodanno.
Al netto delle appartenenze, di cui francamente non mi interessa assolutamente nulla poiché la mia censura è sui comportamenti personali dei singoli, devo dire però che nel vedere i video, i comunicati e le repliche di tutti mi è venuto il voltastomaco.
Facciamo il punto.
Iaccarino ha fatto due errori:
1 ha fatto riprendere la “gomorroica” scena in cui spara a salve che poi ha fatto ingenuamente girare
2 non si è dimesso immediatamente dopo la diffusione del filmato dipesa da lui.
Perché doveva?
Perché la storia è piena di casi in cui i politici si sono dovuti dimettere dopo il verificarsi di avvenimenti eclatanti in cui erano coinvolti e contro cui si è scatenata negativamente l’opinione pubblica.
E purtroppo Il proprio fan club che dice il contrario non fa testo.
È successo anche per questioni private, anche se andavano a letto con chi cavolo volevano loro, anche per cose che esulavano completamente dall’incarico politico.
Lo hanno fatto e basta.
La ragione delle dimissioni era una sola: un atto dovuto.
E non è che bisogna chiedere a qualcuno per capire che fare la cosa più giusta è cosa diversa e più difficile del fare ciò che oggettivamente si ci merita. Qualche volta non coincidono.
In politica,poi, quasi mai.
Uno che sente veramente l’importanza del suo mandato lo sa.
Lo sa che deve tenere un comportamento consono al ruolo.
Nessuno pretende che i rappresentanti delle istituzioni siano un esempio di santità, anche perché resterebbero due gatti, ma che almeno non sembrino pistoleri, questo si.
E vedere un Presidente del Consiglio che spara dal balcone non evoca certamente Pertini durante la Resistenza ma qualche scapestrato di qualche serie tv.
E se si sbaglia per aver agito con leggerezza, per goliardia poco cambia.
Anche la leggerezza può essere imperdonabile.
E uno lo accetta. Senza casini. Senza recriminare e soprattutto senza tirare in ballo i figli e padri e suoceri dell’avversario di turno.
L’ho trovato di pessimo gusto.
Insomma è come quando stai guidando l’auto, ti distrai un secondo per prendere il portafoglio caduto, non dai la precedenza a destra e ti prendono.
Hai torto. Punto. Fine. Stop.
Leggerezza imperdonabile e paghi.
E ora arriviamo ai signori dell’altra frangia.
Che non sono gentiluomini della politica si sa già, lo abbiamo compreso quando hanno consegnato la città a qualcuno come nel medioevo .
Ma a questo punto la domanda che tutti noi ci poniamo dopo l’ennesimo teatrino è questa: quanto influenza tutta la provincia di Foggia questa mancanza di etica e moralità dei politici di Foggia città?
Perché la provincia sprofonda sempre di più incessantemente ?
La risposta sta a Foggia.
Non so se sta nei palazzi e nel degrado etico culturale e morale di quella classe politica a cui puoi dire ogni cosa ma che non prova vergogna per nulla, ma il dubbio mi viene.
Di quella classe politica che per forza di cose determina tanti equilibri ovunque e lo fa senza coscienza peggiorando le cose, ovunque mette le mani.
Con questo non significa che sono peggio degli altri, ma che a Foggia si gestisce il potere e si vede di più.
Dunque è innegabile la predominanza degli effetti di Foggia su tutto il resto e su tutti gli aspetti economici culturali e sociali della capitanata.
È come un tappo.
Francamente credo sia da ingenui credere che le urne possano ripulire l’ambiente visto e considerato che il marciume sa dove andare a mettere le mani in un tessuto sociale che diventa sempre più povero e quindi meno libero.
Dunque non c’è da schierarsi con qualcuno. Tra chi ha torto o ragione.
È riduttivo. L’analisi è molto più complessa.
Ce ne sono altri e altri e altri, compresi quelli funzionali al sistema, su cui è meglio stendere un velo pietoso e aspettare che la Divina Provvidenza di Manzoni si decida a intervenire.
Da Stupor mundi a sputor mundi il passo è stato breve.
Rosa Carolina Caposiena consigliere comunale FI

Altri articoli

Back to top button