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Carla Giuliano ricorda alla Camera dei Deputati Giovanni Panunzio: “Lotta alla mafia priorità del M5S”

“Il 6 novembre del 1992, l’imprenditore edile foggiano Giovanni Panunzio, viene ucciso da killer della mafia foggiana, vile punizione per non essersi piegato al sistema del pizzo, per aver deciso di ribellarsi e rompere il silenzio che in quegli anni imperava nel settore edilizio locale”.

Con queste parole, Carla Giuliano, deputata del M5S di San Severo, ha aperto il suo commosso e sentito intervento in ricordo di Giovanni Panunzio alla Camera dei Deputati

“Dopo oltre tre anni di minacce e richieste estorsive, prevedendo la sua morte, egli scrisse un memoriale, grazie al quale nel dicembre del ’91 a Foggia scattò un blitz antimafia, che portò all’arresto di 14 persone con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all’estorsione”, ha proseguito la deputata che ha quindi sottolineato l’importanza di questa data: “Il 6 novembre ’92 è quindi una data che segna un nuovo inizio per la città di Foggia. Dal sacrificio di un uomo parte il cammino di una città diversa che parla e non tace, che spezza le catene dell’omertà, risveglia la società civile sana e si oppone alla prepotenza mafiosa.

Per il Movimento 5 Stelle la lotta alla mafia è una priorità. Intendiamo potenziare tutti gli strumenti atti a contrastare la criminalità organizzata e realizzare una seria politica di sequestro, confisca e gestione dei beni riconducibili ai mafiosi”.

A seguire il testo completo dell’intervento.

INTERVENTO DI FINE SEDUTA PANUNZIO                                           

Grazie Presidente,

ventisei anni fa, il 6 novembre del 1992, l’imprenditore edile foggiano Giovanni Panunzio, viene uccisoda killer della mafia foggiana, vile punizione per non essersi piegato al sistema del pizzo, per aver deciso di ribellarsi e rompere il silenzio che in quegli anni imperava nel settore edilizio locale.

Dopo oltre tre anni di minacce e richieste estorsive, prevedendo la sua morte, egli scrisse un memoriale, grazie al qualenel dicembre del ’91 a Foggia scattò un blitz antimafia, che portò all’arresto di 14 persone con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all’estorsione.

La mafia foggiana, nata negli anni ’80 con ilnome di “Società Foggiana”, ha il suo primo riconoscimento in sede giudiziaria solo nel luglio del ’94, proprio con la sentenza Panunzio,che in primo grado decide 46 condannee riconosce l’esistenza del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nella città di Foggia.

La Corte di Assise di Appello di Bari nel ’99 condanna all’ergastolo gli esecutori materiali e i mandanti dell’omicidio Panunzio, anche grazie alla testimonianza di Mario Nero, che per caso assiste alla fuga dell’assassino e racconta ciò che ha visto, divenendo testimone di giustizia.

Il 6 novembre ’92 è quindi una data che segna un nuovo inizio per la città di Foggia. Dal sacrificio di un uomo parte il cammino di una città diversa che parla e non tace, che spezza le catene dell’omertà, risveglia la società civile sana e si oppone alla prepotenza mafiosa.

Per il Movimento 5 Stelle la lotta alla mafia è una priorità. Intendiamo potenziare tutti gli strumenti atti a contrastare la criminalità organizzata e realizzare una seria politica di sequestro, confisca egestione dei beni riconducibili ai mafiosi.

Il Senato ha già approvato il nuovo art. 416 ter del codice penale che sanziona il voto di scambio elettorale politico mafioso. Debellare la mafia è possibile, ma occorre l’azione sinergica di tutti: istituzioni, forze dell’ordine,semplici cittadini che,combattendo all’unisono, devono lanciare un collettivo e coerente messaggio di legalità.

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