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Carlotta, lascia il reparto di oncologia pediatrica: dopo 2 anni è libera di “acchiappare ” i suoi sogni e vivere.

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Nel reparto di Oncoematologia Pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, suona ancora una volta “la campanella del sollievo”.
Rintocchi di gioia per festeggiare la fine delle terapie della piccola Carlotta a due anni dalla sua diagnosi di leucemia linfoblastica acuta.

Mamma Cinzia ha voluto raccontare il dramma che, due anni fa, ha sconvolto la sua vita, quella di papà Antonio e della sorellina Lucia e lo ha fatto attraverso una lettera indirizzata all’intero reparto e a sua figlia.

“Le mie parole siano di forza e coraggio per tutte le mamme che si trovano a combattere contro una malattia oncologica che colpisce il proprio figlio. Dopo tanta sofferenza oggi ritorna serenità- il commento di mamma Cinzia, raggiunta telefonicamente-.
Un percorso difficile, affrontato e superato grazie alle cure mediche, ma anche amorevoli, di tutto il personale del reparto così come si legge nella sua lettera.
“La prima parola che mi sento di dire in questa occasione è GRAZIE; con la gratitudine c’è anche tanta stima e fiducia in tutto lo staff, siete meravigliosi.
Quando quel 20 aprile 2020 il dottor Ladogana mi chiese alla sua scrivania: «signora, cosa le hanno detto i colleghi dell’Ospedale al quale si è già rivolta?». Io risposi: «nulla! Però ho chiesto ad una dottoressa se Carlotta ha la leucemia». La dottoressa Lotti fu la prima a vedere la paura nei miei occhi. I suoi occhi bassi, quei secondi di silenzio parlarono da soli, poi la sua voce disse: «il cuore di mamma ha fatto centro!».
Una pugnalata dritta al cuore. Dovevo accettare ciò che il mio istinto aveva già capito. Iniziò così il nostro percorso. Dissi: «affido a voi e a Dio la mia Carlotta». Sì, la misi nelle vostre mani, solo lì era al sicuro. Siete scesi sul ring prima che lo facessi io, che sono la sua mamma: voi amate i vostri piccoli come fossero figli vostri e questa non è cosa da poco. Intanto io cercavo le forze per intraprendere il cammino.
Tante volte mi sono sentita sola, ma non era così, voi ci siete sempre stati, qui ho trovato il mio babbo nel dottor Ladogana e delle mamme amorevoli nelle dottoresse Miglionico e De Santis.
Mi avete dato tutti forza e coraggio per lottare. Quanto mi sono chiesta come avrebbe reagito un corpicino così piccolo a quelle bombe, quando vedevo quelle sacche coperte di stagnola, come il mio cuore coperto di ghiaccio che non sentivo più battere. Vedere come cambiava il corpo della mia bambina era un dolore atroce.
Ma la tua gioia, la tua solarità, Carlotta, il tuo essere sempre felice, allegra mi ha fortificata. Tu hai sorretto me, il tuo amore per tutti ti rende quella che sei, il mio raggio di sole nella notte buia. Oggi rinasci, nessun bimbo dovrebbe vivere un dolore simile, conoscere una malattia così mostruosa, star lontano dalla famiglia, il tutto appesantito dalla pandemia.
Ma noi qui, a Casa Sollievo della Sofferenza, abbiamo trovato il sollievo, una famiglia nei medici, infermiere tutte amorevoli e pazienti, le ragazze del vitto, l’AGAPE, i Dottori Sorriso e la preziosa dottoressa Prencipe, psicologa del reparto.
Grazie Antonietta Ciuffreda, senza di te non sarei mai riuscita a fare la medicazione a casa, la prima la facemmo in chiamata. Grazie Daniela e Filomena: i vostri occhi ho conosciuto al mio arrivo, mi hanno rassicurata. Grazie Mara e Caterina: avete sopportato i miei pianti vi voglio un bene immenso. Mery e Anna trasformavate giorni neri in meno scuri con la vostra allegria. Grazie Maria sempre presente e paziente e Antonietta amorevole, preziosa come una mamma: avete sopportato i tanti capricci nei day hospital.
Grazie a tutte le mamme che mi hanno dato tanto e tutti i cuccioli quanto mi hanno insegnato. Il destino si è incrociato e l’amicizia nata qui dentro durerà in eterno”.
Avviandosi alla conclusione, Cinzia si rivolge direttamente a sua figlia Carlotta:

“Amore mio, nei miei occhi resta sempre l’immagine di te che corri sorridente e allegra verso la Madonnina del corridoio, che ti ha protetta e ti proteggerà per sempre. Quanti ricordi in questi due giorni, momenti vissuti son tornati a galla. Ora ti spetta la vita vera, quella che tu non hai ancora conosciuto perché avevi solo due anni quando siamo arrivati in reparto, per te è questa la normalità, le zie, i tanti day hospital, cerotti, compresse e sciroppi, ma da oggi conoscerai la realtà il bello della vita che ti spetta, afferrerai tra le tue manine l’arcobaleno, quel fascio di luce e colori che ti rispecchia, acchiapperai i tuoi sogni, inizierai a vivere e noi con te cucciola mia, abbiamo aspettato tanto questo momento più di ogni altra cosa al mondo, continua ad essere quella che sei, credi in tutto quello che farai e ricorda mamma, papà e la tua sorellona Lucia ci crederanno con te”.
Ed infine un grazie a tutti col cuore: “vi amiamo di bene voi avete ridato la vita alla mia peste rossa, ve ne sarò grata per sempre non dimenticherò mai nessuno che ha incrociato il nostro percorso”-.

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